SCHIACCIANTE VITTORIA - Immacolata Concezione (Anno B)

Di festività in solennità mariane, l’intento della Parola e della teologia è quello di non farci “perdere” la Madonna confondendola con una dea piena di piena di privilegi, il che la esproprierebbe del suo proprio posto, della sua collocazione all’interno di una comune umanità destinata ad una straordinaria e singolare Storia di Salvezza. Lei pienamente umana e “divinamente libera” … rimane comunque colei a cui “viene fatto secondo la sua fede”. Se è la benedetta perché chiamata e visitata per grazia, rimane per tutte le generazioni la beata per la fede, “perché ha creduto”!

Se é vero che non tutti abbiamo avuto genitori come Gioacchino ed Anna e non tutti abbiamo vissuto nell’adolescenza la visita dell’arcangelo Gabriele, è pur vero che in realtà, a tutti è destinato l’incontro con un angelo di Dio, cioè la possibilità di una relazione intima e personale con Dio, e persino - uomini compresi - di concepire e partorire Gesù, questo il più bel senso del natale feriale, quotidiano: far nascere Gesù nei nostri luoghi, nelle nostre realtà, qui, ora, attraverso quel far rivivere in noi le Sue parole e i Suoi gesti, perché “mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano e mettono in pratica la Parola” (cfr. Lc 8,21)

Ecco allora che la biografia di Maria ha molto a che fare con l’autobiografia di ciascuno. Vogliamo guardare oggi alla Tutta Bella come a Colei nella quale Tutto il bel e buon disegno del Padre - pensato per ogni creatura fin dall’inizio dei tempi - si è compiuto, si è realizzato in maniera piena… In una vita feriale e straordinaria, comune e singolare, di fatica e di magnificat, di attese e di preghiera, di prodigi e di silenzi, di quotidianità e di ottavo giorno. E che ci insegna che - in qualche modo - la volontà del Padre si compie fondamentalmente quando un uomo sceglie di compierla (!), e ha il coraggio di farsi servo della Parola ricevuta. Questa fanciulla ci insegna a rispondere e a parlare al Dio nascosto con la semplicità e complessità di una adolescente povera: ECCOMI. La vita è possibile solo se ci sei: ECCOMI - “Adamo dove sei?” ECCOMI. La vita è possibile solo se si crede in essa. E si può credere in essa solo se c’è qualcuno che la rende credibile: Gioacchino ed Anna, un angelo, una cugina, un uomo giusto Giuseppe, Dio… I miracoli sono possibili solo nella fede e la fede ha bisogno di farsi carne nelle nostre carni. E così ogni madre è per il figlio piccolo che cresce e si apre alla vita, promessa immacolata di vivibilità, promessa immacolata di bene, una voce che dice “Non aver paura, mamma è accanto a te”…

E la profezia della lotta di Maria contro la bestia che subdola ed ingannatrice strisce sulla terra, è anch’essa immagine di ogni lotta di madre; madre che per buona e dedita e prodiga che sia, non può preservare totalmente l’insidia al calcagno di ogni figlio, di ogni vita, di ogni esistenza. Ma alla fine, quella promessa, nel testo sacro, dichiara una “schiacciante" vittoria, dice che quella donna schiaccerà la testa del serpente e vincerà sul nemico proprio in virtù di quel figlio che porta nel seno in un’alleanza misteriosa con lo Spirito Santo.

Quello che vive Maria è allora il compimento di ciò che è avvenuto in Mosè e nei profeti, e in tutte le pagine della Torà e che ci visita e raggiunge nel nostro oggi: “Egli ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi ed immacolati di fronte a lui nella carità”, e per liberarci, salvarci… e ricordarci che il nostro destino è in Dio.

In prossimità a questo Natale così particolare, Maria ci dice che il Signore è l’eterno “veniente”, Colui che da sempre e per sempre vuole incontrarci per compiere grandi cose, e allora in virtù di questo, al nemico Covid che ci vuole far perdere la speranza, e su ogni male, cantiamo anche noi il nostro magnificat, lasciando al nemico solo la suola delle nostre scarpe mentre gli saltiamo sulla testa. … Perché si può compiere in noi e nella storia, qualcosa che passando dalla risposta ad un semplice saluto, va oltre noi… e di cui il Signore è il Signore.

In un momento di silenzio affidiamo all’intercessione di Maria quanto portiamo nel cuore e nella giaculatoria finale che diremo, saltiamo con fede sulla testa del nemico.

Maria Immacolata, prega per noi!

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. (Lc 1,26-38)
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