TUTTO CONCORRE AL BUON ANNO… - Maria Santissima Madre di Dio (Anno A)

Il botto con cui la liturgia ci fa iniziare ogni nuovo anno cristiano, ha i colori e il suono della BENEDIZIONE, il dono celeste della Benedizione: Dio Padre che nel Natale ci ha fatto il regalo di suo figlio, attraverso quel bimbo e la sua splendida madre Maria, ci ricorda che siamo dei benedetti… - perché il loro sguardo, madre-figlio, ora si è posato su di noi! Gli occhi di Dio sono su di te e sulla tua fronte splende, anche se tu fossi un Caino, il sigillo dell’amore del Padre per te… e non sei più il figlio di nessuno, o di uno tra i tanti, ma il figlio di Dio, il figlio di un Re. E questo botto chiamato-benedizione non fa saltare mani, occhi, brandelli di noi, che è il triste residuo del cenone di capodanno, ma può far saltare schemi e sconvolgere vite… questo sì, perché una vita da benedetti in RELAZIONE E COMUNIONE con Dio e tra di noi, è altra cosa rispetto alla vita da maledetti… in rotta di collisione con tutti.

E allora oltre ad esserci stato donato un bambino, che ci ricorda che l’Eternità è venuta in mezzo a noi, ci è viene regalato proprio ora un neonato anno: 365 - quest’anno 366 - possibilità di amare e fare del bene, nuovi giorni che vogliamo curare, benedire, non con il semplice ottimismo o pensiero positivo, ma nella fede, con la speranza, speranza che sarà un anno in cui ancora un po’ di più il Regno di Dio vincerà le tenebre dentro e fuori di noi… perché vogliamo essere di quelli che accolgono la luce, che accolgono la benedizione e che non la lasciano scivolare come acqua sulla roccia.

Ecco perché oggi si celebra anche la giornata mondiale della pace, perché solo vite che sanno spargere come semi, la benedizione, e che sanno dire bene degli altri, che sanno vedere il bene nell’altro e il bene che c’è nel mondo; ecco solo questi, sapranno che cos’è la pace, e potranno lottare per la pace. Quelli che maledicono, quelli che hanno il cuore pieno di invidia, gelosia, rivalità, paragoni, malelingue… quelli spargono maledizione! Non sono nella pace e non porteranno mai pace… Nella celebrazione e nella festa che abbiamo vissuto questa notte con diversi giovani, Mons. Derio, ci ha detto che il tempo che il Signore ci dona, perché sia tempo favorevole e fecondo, è tempo in cui seminare, seminare nel campo della relazione, della bellezza, della fiducia, del perdono, seminare e camminare sapendo che davanti a noi c’è il Signore del Tempo e della storia, che fa da “pacemaker”, tiene il tempo, colui che “fa i passi” e dona un cuore nuovo!

E tutto questo apre la possibilità di generare Dio anche nella “contraddizione” e situazione più assurda, come Maria: la vergine-Madre, la donna povera che genera il Re dei Re, situazione paradossale che mette insieme gli angeli (gli spiriti più nobili) e i pastori (i più reietti dei reietti), Il Regno e la stalla.

… Ancora una volta oggi le braccia di Maria e Giuseppe ci offrono Gesù, come "pienezza del tempo”, “ritmo dei nostri giorni”, ma occorrono braccia che sappiano accogliere, come quelle di Simeone e Anna, e volontà che lo vogliano scegliere, come quelle dei tanti uomini di “buona volontà” ovunque sparsi nel mondo, testimoni di quella luce ricevuta.

Ecco che nella giostra delle aspettative e dei propositi che ogni nuovo anno porta inevitabilmente con sé, ci sia la consapevolezza che se avremo il coraggio di mettere come priorità il Signore, sarà l’anno migliore della nostra vita, perché “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”. E allora tutto concorre al buon anno per coloro che amano Dio! - “gettiamo nel Signore il nostro affanno ed egli avrà cura di noi”. Buon anno di cuore per un anno “DA DIO”.

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. (Lc 2,16-21)
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