AMA: è l’amo di Dio! - V Domenica di Pasqua (Anno C)

“Giuda uscì fuori.”. Ogni qual volta la liturgia ci propone un passaggio sulla figura di Giuda, ecco, ci tremano un po’ le gambe… perché il tradimento è un tema difficile che ci scandalizza, ma forse anche perché è un tema che in un qualche modo ci riguarda, rivolto genericamente contro la vita, o più specificamente contro l’amicizia, l’amore… Un tema che obbliga a guardarci dentro e a batterci sempre un po’ il petto per assordare la possibile voce della coscienza rivolta contro di noi… Ma la misericordia del Signore è così grande, che anche fosse, questa amara scoperta è sempre raggiunta da quel “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno…”.

Giuda è ospite, amico, invitato alla mensa, prende il pane dalle stesse mani del Maestro, mangia alla sua ciotola, beve al suo calice come amico e ospite d’onore, ma non metabolizza quel cibo nuovo, lo sminuisce a cibo di tutti i giorni, o forse, poiché il cibo non è mai poca cosa, lo rende anche meno. Quell’alimento del cielo, gli è rimasto sullo stomaco, non lo nutre, e con il bolo ancora in bocca, “esce”…. E uscito fuori, tradisce.

Tutti, anche gli amici, hanno bisogno di conversione (!) nessuno è escluso anche quelli più “vicini”… E da quel tradimento può rompersi non solo il cuore di Gesù, ma tutto l’impianto del suo Regno… Se Gesù decidesse di reagire e di ripagare con la stessa moneta, se tornasse a quel dare e avere, a quell’occhio per occhio, che purtroppo è ancora così spesso attuale! Giuda ci permette di vedere come Gesù reagisce al male. “Amatevi gli uni gli altri”. Ma non è semplicemente la reciprocità il criterio messo a tema. Al massimo, se esercitata nel bene, la reciprocità, potrà renderci buoni cittadini, se esercitata nel male, alimenterà la faida di violenza e ci renderà ‘mafiosi’; talvolta la legge “proporzionale” potrà aiutarci a districarci nei regali di natale, ma sicuramente non ci assicurerà l’essere buoni cristiani! E’ “il modo” a fare la differenza: “Come io vi ho amati”. Si tratta di cercare il modo stesso in cui Gesù ama ciascuno di noi. Ecco il comandamento nuovo: l’amore!

Ma come si può definirlo “nuovo”, se di amore parlano tutti, se amarsi lo fanno già tutti e ne parlano tutte le religioni! Se persino l’Antico Testamento, in alcuni passaggi, si spingeva già all’amore al nemico: "Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, se ha sete, dagli acqua da bere» (Prov 25,21)?”.

E’ un “comandamento-nuovo” perché va imparato “nuovamente”, ogni giorno, su ogni caso, perché quello che hai fatto ieri non basta per l’oggi, quello che hai amato ieri non ti può bastare per l’oggi. Abbiamo bisogno dell’amore come il pane, e il pane fresco sulla tavola è un’altra cosa!

Urge mettere noi, i nostri figli, le nostre relazioni, le nostre case, alla scuola dell’amore. Si comprano libri per imparare di tutto, si fanno corsi per imparare la seduzione (e poi rimani sempre singolo e rozzo come sempre), tutorial per crescere nell’autostima e sicurezza di sé… Cristo molto semplicemente dice una cosa che sembra banale e scontata: “AMATEVI -COME IO- VI HO AMATO”… ma se l’amore fosse stato così semplice e così naturale non sarebbe neppure venuto in mezzo a noi… non sarebbe salito sulla croce, non ci avrebbe lasciato la sua parola e il suo corpo nel pane eucaristico… Questi gli strumenti per imparare l’amore…

Non basta “amare”, l’amore non è mai generico; potrebbe essere anche una forma di possesso e di potere sull’altro; e poi lo sappiamo bene esiste anche un amore malato… un amore criminale*… Quello del Signore non è un amore che prende e pretende. In questo senso Gesù ha brevettato il marchio del no-profit: ama…. ama fino ad andare in perdita!

Attraverso questo stile possiamo far risplendere la gloria del Signore gli uni negli altri riflettendola come in uno specchio.

“La gloria del risorto deve risplendere nel tempo grazie ai suoi discepoli[] … E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate». Ecco i cieli nuovi e la terra nuova… che Maria, la madre ha visto, e ci ha insegnato con il suo farsi discepola del Figlio. E a lei che va il nostro ultimo pensiero a lei che quando preghiamo chiediamo “prega per noi”, prega con noi, insegnaci anche tu a pregare, ad avere fede…. perché possiamo imparare a seguire il figlio e a fare tutto quello che Egli ci dirà.


#tradimento #misericordia #amore #Maria

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