PESCATI DALL’AMORE - III Domenica di Pasqua (Anno C)

Quando siamo profondamente delusi, quando le cose non vanno come dovrebbero andare, vorremmo dimenticare tutto e archiviare i fatti, mandare in prescrizione quei processi che la vita ha aperto nel tribunale della nostra coscienza, ma spesso quella stessa vita ci ripropone le identiche situazioni: le storie ricominciano da capo, e allora siamo costretti a prendere posizione.

Proprio come quella notte di tre anni prima, in cui il Maestro lo invitò a prendere il largo, ancora una volta Pietro, rimane in mare tutta la notte… ma senza Gesù la sua pesca ha perso di qualità, è infruttuosa… anziché il pesce, è la sua vita a farsi friggere!

Ma in quella notte per Pietro e i discepoli l’esperienza del vuoto diventa il loro tutto, perché sulla riva c’è già chi sta preparando il fuoco per la cottura… Se chi cucina non coglie la reale situazione di chi mangerà, anche il più buono dei piatti risulterà manchevole di qualcosa, scialbo di concretezza… Il nostro Dio si è fatto uomo proprio per entrare in questa attitudine, in questa prospettiva… proprio per aiutare e curare la fragilità dell’umanità con un amore capace di riempire le reti senza romperle, come il roveto di Mosè che arde senza consumare o l’olio della giara della vedova che mai finisce.

Il Signore provvede il cibo… Come “chef stellato” è già presente nella notte della delusione e del ripiegamento… per preparare l’umanità, il piatto del comune esistere. E all’improvviso quella presenza si fa intuizione, il cuore si allarga e gli occhi non solo vedono ma finalmente riconoscono… risuona la Promessa del Signore, che aveva detto che sarebbe risorto. E Pietro cavalca l’onda, è capace di entrare nel mare. E, lo abbiamo sentito, si riveste e si butta, vestito (!), quando invece per entrare in acqua, di solito, ci si spoglia: Pietro ha vergogna della sua nudità e come Adamo in Eden cerca la sua foglia di fico. Ma anche in questo caso il Signore sta per confezionargli un abito ben più adatto, quello del perdono, quello della misericordia. E perché la relazione rinasca, è importante trovare un punto da cui ricominciare. Occorre ripartire dal bene che c’è: “Mi ami? Mi vuoi bene?” … perché alla fine saremo giudicati sull’amore, alla fine… solo l’amore resta!. E nello stesso tempo solo quando tu ‘resti’, rimani fino in fondo, fino nella profondità di te steso puoi dire il tuo autentico sì all’amore, perché l’amore ti chiede tutto, chiede il tutto di te.

“Quando eri più giovane facevi tutto da solo, ma quando sarai anziano”, maturo, - “tenderai le mani e avrai una veste che non volevi avere”… è il tratteggio del crocifisso… avrai cioè il coraggio di prendere la tua croce e di seguirmi, perché questa è la forma dell’amore maturo… che chiede obbedienza alla realtà, alla verità di noi e attorno a noi, sapendo di non essere solo noi, ma di vivere il cammino con il Signore.

E il dialogo con Pietro terminerà proprio con un “seguimi!”… così come era iniziata la loro storia tre anni prima… e il cerchio si chiude, anzi rimane aperto, perché il comando di seguirlo è il comando del discepolo, giorno dopo giorno… perché è solo su quei passi e in quel cammino che Pietro si ritroverà, si sfamerà, pescherà… e recupererà i suoi fratelli…

“Mi ami? Mi vuoi bene?”. Certe domande, come certe risposte, vanno ripetute più e più volte, certi sentimenti e relazioni, vanno ripresi più volte, ogni giorno, più volte al giorno… e non si può rispondere a cuor leggero… perché la caduta è sempre dietro l’angolo, ma la fede mi fa dire che se cento volte cadrò, altre cento mi rialzerò a partire da quel bene… “Mi vuoi bene?”. Questo bene è l’àncora di salvezza, che diventa un'ancòra nell’amore… una generosa possibilità direttamente dal cuore del Padre.

Pietro è chiamato ad interrogarsi sul suo amore, sul suo cuore, sulle sue intenzioni profonde, perché il Signore non cerca perfetti ma persone “vere”. E’ invitato a fare sul serio, ad amare fino in fondo come colui che lo ha amato fino alla fine. “Mi ami ? Mi vuoi amare? Allora ricordati che c’è il lato destro della barca, una nuova prospettiva… La vita non cambia quando ricominciamo a gettare le reti come abbiamo sempre fatto, ma quando proviamo a gettarle alla presenza e sulla parola di Colui che ha saputo raggiungerci nel più profondo di noi stessi. Buona pesca con la consapevolezza di essere, se siamo qui, noi per primi dei pescati.


#fragilità #amore #pesca #ancora

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