L’EPPURE DI DIO - V Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

E' un po’ che non facciamo i nostri “sondaggi teologici”. Alzi la mano chi almeno una volta non si è sentito inadeguato rispetto al compito che era chiamato a svolgere, o fuori-posto davanti al ruolo che la vita gli sta chiedendo di portare avanti… Ecco credo che per chi ha alzato la mano la Parola di oggi risuonerà in modo del tutto particolare…

Quante volte ci sentiamo pieni di contraddizioni attraversati da quell’alternanza di luci ed ombre e facciamo l’esperienza del salmista quando scrive: “Ma io sono un verme e non un uomo” (Sal 22,6)… E poi quando apriamo la Bibbia scopriamo che questa é la stessa esperienza di quegli uomini “scelti” e “selezionati”, con i quali il Signore ha deciso di stringere un’alleanza e attuare l’opera della Salvezza, uomini rivestiti di ogni debolezza e di fragilità… che ci insegnano che la risposta da dare all’inadeguatezza non è quella di fare un passo indietro, o ripiegarsi su se stessi e piangersi addosso, quanto proprio il contrario, dire: “Eccomi manda me”. Cioè la propria biografia diventa il curriculum perfetto, il profilo adeguato di chi il Signore stava cercando per il mestiere del vivere con Lui… e questo perché “Cristo morì per i nostri peccati”, “è venuto non per i sani ma per i malati”, ed è risorto proprio per attestare la vittoria sul male e la gloria di Dio. Esporsi alle ‘radiazioni’ di questa gloria è il modo per far vincere su tutti i nostri sbagli ed errori l’”eppure di Dio”… “Io sono un uomo dalle labbra impure, e in mezzo a un popolo dalle labbra impure; EPPURE i miei occhi hanno visto il Re”… Il desiderio di Dio è quello di scrivere nella storia personale di ciascuno questo “EPPURE”… ‘oppure’ di ricordarcelo!

E il Vangelo ci presenta la chiamata dei primi tre discepoli, uomini che stanno sudando per guadagnarsi da vivere… Per Pietro la giornata è iniziata proprio male! Una pesca infruttuosa. La fatica di tutta la notte viene ripagata da un nulla di fatto. Ma nell’economia del brano sembra proprio che la giornata storta, può diventare la via dritta per incontrare il Signore e decidersi di fare la Sua volontà. La barca vuota diventa il luogo privilegiato per l’incontro, l’”eppure di Dio” può raggiungerci proprio mentre siamo sfiniti e vuoti. C’è qualcuno che si sente così oggi? Ecco vedete siamo più o meno tutti nella stessa barca… E tutto inizia con una richiesta: “spostare un poco la barca”… Anche in una situazione così c’è ancora qualcosa che posso fare, fosse anche solo il desiderio di cambiare qualcosa, la disponibilità a cambiare posizione: “scosta un po’ la tua barca”; e da quella barca risuona una parola particolare, quella del Signore che prende il timone e le redini!… Il problema non è di barca o di geografia, non è la scelta di quali acque sondare e attraversare, quanto quello di imparare a fare con Dio e da Dio, quello che si presume saper fare meglio. Pescatore: RE-imparare a pescare, a pescare sulla sua Parola… Re-imparare a fare il proprio lavoro sulla sua Parola, a fare la moglie, la mamma, il papà, il marito, il figlio gettando le proprie reti sulla sua Parola… sul cuore di Gesù.

Pietro da quella apparente sconfitta nonostante la stanchezza e l’afflizione, ha una accentuata fame, e sente nelle parole di Gesù una speranza che lo invita a rilanciare! A provare ancora! Potremmo dire così: Uomo non abboccare agli inganni della vita, alle esche del nemico che ti dice che sei finito, e anche se sei ’s-finito’, ricordati dell’infinito! Lasciati pescare dalle reti di Cristo, lasciati tirare fuori dalle acque come dalle acque del battesimo, per essere pur nella tua pochezza re, sacerdote e profeta… Così ti vede Dio. E a questa sconfinata fiducia abbandonati e fidati a tua volta, fidati di uno che sa pescare anche a mezzogiorno quando il tempo non è propizio; un’ora simbolica quando è scatenato quello che i padri della chiesa chiamano il “demone di mezzogiorno”, quello dell’apatia, della pigrizia, dell’accidia, del non far nulla…

Pietro ha capito che vivendo questa meravigliosa esperienza di grazia, sarà ‘pietra’ proprio a partire dal suo essere una frana, a partire dalle parole della fede che abbiamo pregato: “Hai accresciuto in me la forza”. - “Il Signore non abbandonerà l’opera delle sue mani. Il Signore farà tutto per me…” Fratelli ai Suoi occhi siamo già pronti per essere “assunti” e operativi nella sua barca, per quel cambiamento che rende nuovo l’ordinario di ciò che facciamo, e… su quella barca insieme con il Signore e i fratelli, ogni giorno sarà una pesca miracolosa.


#fatica #incontro #speranza

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