UMILMENTE BELLA - Solennità dell'Immacolata Concezione

San Paolo ci ha ricordato che siamo benedetti da Dio, ed oggi noi vogliamo benedire Maria, dire bene di lei. San Bernardo affermava che di Maria non si dirà mai abbastanza. Ed è il modo di parlare proprio dell’innamorato dinanzi all’amata. Ecco la festa di oggi, vuole esaltare la bellezza di Maria, così in profondità da attribuirle una nascita senza alcuna macchia: immacolata. Ma l’immagine della “macchia” che dovrebbe segnare indelebilmente tutti i nati da donna non è poi così appropriata o in linea con lo stile di Gesù, quando ad esempio si pensa al valore che Egli attribuiva ai bambini. Ne prese uno, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse: “chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome accoglie me”. (cfr. Mc 9,36-37) o ancora: “perciò dunque chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli” (Mt 18,2-3)… Che valorizzazione nei confronti di chi allora era considerato poco o nulla, anzi Gesù fa del bambino l‘emblema di colui che è capace di ricevere la Buona notizia. E Maria è l’umile, “la piccola” a cui Dio ha guardato fin dall’inizio della sua vita, a ricordarci che Lui è il padrone del tempo e della storia… Colui a cui appartengono l’inizio e la fine.

Allora Maria è l’immacolata perché vive pienamente la sua libertà, fino al punto più puro e profondo della sua umanità, dove si trova Dio, il punto più intimo, più originario e a nudo.

E in una relazione, quando le cose vanno come dovrebbero andare, nessuno ha paura della propria nudità: “erano nudi e non ne provavano vergogna”. Se mi fido di te, non ho timore che tu veda i miei punti deboli… anche perché “il Signore ti coprirà con la sua ombra”, “Egli sarà tuo scudo e tua corazza”… “Ti custodisce come la pupilla dell’occhio”. Il problema sorge quando ci ribelliamo all’immagine di Dio in noi, e non vogliamo più vedere la nostra e altrui nudità: le fragilità e le debolezze. In questo senso Maria è l’esempio più puro di umanità perché sa riconoscersi “umile serva”, sa di essere oggetto di grazia e di cura di un Dio che fin dall’Eden “fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì” (Gen 3,21)

Se dal giorno in cui il serpente ha ingannato Eva, la donna è diventata sospetta per il compagno, la sua immagine non viene minimamente “macchiata” per il figlio, che la sente come l’intero mondo, facendo diventare la madre una icona della fede e della fiducia che cerca di proteggere il figlio dal serpente e che decreta la vittoria su di esso. In questo senso ogni mamma è un po’ come una “immacolata concezione”, dicendo ai figli che il mondo va vissuto ed è promettente e buono… Ogni uomo diventa santo e immacolato in questa visione della madre. Anche se pronuncerà e sarà sempre tentato di pronunciare come Maria quel: “ma come è possibile??” La prima parola di Maria non è un “sì”, ma una domanda. Quella di oggi è una liturgia che ci vuole fare riscoprire Maria “pienamente umana ma completamente libera”, colei che ha scelto il Bene, ha creduto, non ha fatto resistenza o posto ostacoli al passaggio della grazia nella sua vita.

Quando Dio trova una domanda per costruire una risposta e non per scappare, fuggire, giustificarsi, scaricare barile, nascondersi (come in Eden) allora… il Verbo si fa carne.

Se Adamo dirà - al tuo passaggio “mi sono nascosto” (Gen 3,10), quando Gabriele entra nell’esistenza di Maria, lei metterà in contatto il suo progetto personale con quello di Dio per l’umanità, farà spazio alla parola di Dio, ecco il grembo verginale che sa accogliere una buona notizia che partorisce la vittoria sul male e sulle cattive notizie. “Ti schiaccerà la testa” (Gen 3,15). Questa promessa si compie ogni volta che nei nostri sogni, nei nostri bisogni, nei nostri desideri, facciamo entrare il Signore…!

Maria ci dice questo e ci ricorda che - mentre noi neppure ce ne accorgiamo- Dio è all’opera. Ecco il codice “immacolato” che ci parla dell’iniziativa di Dio: si può compiere in noi e nella storia qualcosa che prescinde e va oltre noi…iniziativa tutta a carico del Signore…

Allora cucciolo di Adamo non temere, non avere paura, non agitarti e soprattutto non scappare per andarti a nascondere… Io, il tuo Signore, ti cucio addosso un abito nuovo…

Natale è festa di un nuovo inizio per un iniziare di nuovo con il Signore… che ripete ancora il miracolo della grazia, perché possiamo esserne anche noi “pieni e fecondi”, e… alla “pienezza del tempo”, possiamo portare alla luce Gesù ed essere anche noi come ha ricordato Paolo “santi e immacolati” nell’amore.


#immacolata #Maria #amore #bellezza

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