DIO AL MERCATO, MA NON “SUL MERCATO” - III Domenica di Quaresima (Anno B)

C’è un inganno nel quale spesso cadiamo… un pericolo che va dichiarato alla dogana del tempio: in un’epoca dove tutto si può comprare, dove se hai soldi puoi avere di tutto, il rischio è quello di pensare di poter acquistare anche il favore di Dio, il suo potere, il suo like. C’è un problema in quello che celebriamo e chiamiamo fede, che poi spesso purtroppo è più pratica religiosa, semmai atto di fede e sempre meno fede in atto: e cioè comprare Dio! Ma Dio anche se oggi lo troviamo "al mercato”, non è sul mercato!

Nel tempio Gesù trova gente che sta facendo tutte cose lecite: vendevano buoi, pecore e altri animali, c’erano i cambiavalute, e tutto per cercare di rendere possibile un’azione sacra, il sacrificio al tempio, ma presi dalla tecnica del sacrificio si perdevano il vero Dio. E’ tanto lontana questa storia da noi? Certo non ci sono buoi o agnelli per il sacrificio, ma forse ancora oggi non è detto che si venga al tempio per cercare il Dio VERO. A volte possiamo rimanere in una casa, ma non abitarla più (come fanno i separati in casa), e così può avvenire nel frequentare il tempio. Duemila anni dopo la situazione non è poi cambiata molto, perché il problema vero, non è quello delle bancarelle, dei santini o del commercio, ma del cuore dell’uomo e della sua attitudine. Il problema è una fede alimentata da una mentalità di tipo economico. Se c’è rimasta una cosa fuori dalla logica del dare-avere, questa è proprio la relazione con Dio, che non ti chiede cose, non ti spinge a fare azioni per acquistare punti-paradiso, ma ti esorta ad accettare la tua povertà, chiamata “a tavola” con la Sua ricchezza, che ti condivide gratuitamente. E’ questo il suo “favo stillante!”, l’abbondanza della Sua dolcezza!

“Molti vedendo i segni che (Gesù) faceva credettero”, ma Gesù “non si fidava di loro perché conosceva tutti e sa’ quello che c’è nell’uomo”, conosce il cuore dell’uomo e i suoi meccanismi…e se Fede, come ci dice la Lettera agli Ebrei, è “certezza delle cose che non si vedono” (Eb 11,1), la domanda che gli pongono: “Quale segno ci mostri?”, è fuori luogo. Il segno è lì, davanti ai loro occhi… ma “l’occhio non si sazia mai di guardare” ( Qo 1,2-)… e soprattutto ci possono essere occhi che sanno vedere ma che non sanno riconoscere… !

Il segno è la vita di Gesù, una vita dedicata, una dedizione appassionata; allora il sacrificio che ci viene richiesto sarà la pratica di tutta una vita, il dono di sé in una via, spesso piena di fatiche e disagi, imprevisti e pericoli, una via crucis che però sappiamo diventare via di luce, perché strada che ci porta al Padre. Altro che il nostro emporio del divino: più che cose da dare e comprare, dobbiamo imparare a ricevere questo amore immeritato e gratuito….

Ricorderemo tutti il Re Davide, che voleva costruire una casa al Signore: era abitato da un desiderio grande e bellissimo, ma il Signore stesso gli dirà che sarà Lui stesso a costruirgli una casa e non il contrario! Perché è troppo comodo un Dio prigioniero delle pietre (edificio chiesa)… così come un Dio corruttibile con la moneta o il fioretto quaresimale. La legge di mercato non è applicabile alla legge del Vangelo, è incompatibile con la legge dell’amore… Nessun sacrificio od offerta potranno mai ottenere e “guadagnare cose” come: il perdono delle offese, la grazia, il dare la vita per il nemico, l’amare l’ultimo, il non fare distinzione alcuna..e così via… Il dare-avere non può competere con il dono di Dio.

“Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo” tutto questo, e tutto questo è “Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani”(1,22-23).

Il cristianesimo fin dalle origini è stato questa via controcorrente, forse oggi poiché dice le stesse cose che dicono tutti, fa le stesse cose che fanno tutti.. ha perso di efficacia, credibilità, forza….

E se è vero che il nostro corpo, la nostra vita, è tempio, è la vera casa di Dio, qualcosa di quello che Gesù ha detto e fatto nella casa del Padre, varrà anche riguardo all’uomo, ogni uomo, come a dirci “non fate mercato dell'uomo, della vita, dei poveri, non speculate sul profugo”, in cambio di… denaro (?), fama (?), carriera (?), calmante per la coscienza (?)… Ogni corpo è casa del Padre! Se lo mercanteggiamo, lo manipoliamo, lo costringiamo, lo umiliamo… Lui ci rovescia il tavolo! Ci metterà sottosopra. E’ questo il capovolgimento che Gesù porta nella vita e nella stessa religione.

Che il Signore ci conceda il coraggio e la forza di scacciare alcuni mercanti che affollano il nostro cuore… e che ci hanno fatto diventare in un certo modo “atei”, incapaci di credere e al contempo resi dei creduloni, che si bevono e mangiano tutto: ogni fake news, ogni post, ogni ritrovato con parvenza scientifica (la pillola che fa sì che più mangi e più dimagrisci, e tu sai che non sarà mai possibile, non sarà mai vero, però… ma sì un tentativo lo facciamo! La cremina che ti leviga la pelle e riempie le rughe… e svuota il portafoglio e tu sai che… però ci speri, però ci credi), per arrivare poi a costatare che però… alla Bibbia non credi più, non ascolti più quella Parola, non le obbedisci, una parola che invece di prometterti la luna… ti dice: “non uccidere, non rubare, ama il tuo prossimo, ama e rispetta chi ti ha dato la vita, non tradire, non ingannare”… bhè non c’è niente da dire vero?… Si commenta da solo!


#tempio #fede #segni #controcorrente

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