LUCE PER SAPONE - II Domenica di Quaresima (Anno B)

Il salmista ci ha fatto pregare: “Ho creduto anche quando dicevo sono troppo infelice”. E il pensiero va immediatamente alla tristezza di Abramo a cui in questa domenica viene chiesto il figlio … e con lui a quella di tutte le persone alle quali è stato chiesto o è chiesto un grande sacrificio, un sacrificio disumano.

Abramo prende sul serio questa situazione paradossale di un Dio che dona e poi chiede indietro, anche perché viene dal substrato culturale cananeo, abitato dagli dei Baal, Moloch… dei che realmente chiedevano il sacrificio dei primogeniti. Come forse in un certo qual modo gli stili di vita di oggi fanno; quando si mette la carriera prima del figlio, il corpo snello prima di una gravidanza, la possibilità di divertirsi e viaggiare, lo stipendio e così via… tutto sempre prima del figlio.

Ecco il monte Moria è un luogo che fa paura, molto meglio il Tabor della trasfigurazione (!), ma forse servono entrambi per capire e credere davvero che in qualunque situazione il Signore provvede e provvederà…

Sono importanti tutte e due le cime per renderci in grado di sopportare la salita al Calvario con il giusto cuore! Cammino faticoso che richiede soste di luce, pause rifocillanti di benedizioni, ricordandoci che non si tratta di fermate ma soste! Bisognerà scendere dal Tabor perché la vita chiama la vita e invoca la realtà… che non è solo fascio di luce, ma luci e ombre insieme!

L’errore di valutazione che fa Pietro si ripete spesso: tutte le volte che pensiamo che Dio ci abbia promesso solo il Tabor o al contrario, ci abbia voluto mettere in punizione al Moria … La storia di Gesù non si ferma lì … passa dal Tabor, arriva al Calvario ma … non si ferma!!! Arriva alla Roccia di un Sepolcro vuoto per annunciare un Regno Eterno …. Allora la Trasfigurazione è proprio come un anticipo di questa eternità, un’anteprima. Una Luce non solo esteriore ma luce dentro, cuore che arde, vita che cambia… non è solo solletichino emozionale… quanto imparare a quella scuola … “alla Tua Luce Signore noi vediamo la luce…!”, parafrasando… “al Tuo Amore noi impariamo amore, alla Tua verità noi comprendiamo la verità … sui Tuoi passi noi comprendiamo quali passi fare!”.

Seguire il Signore e obbedirgli sembra sempre porti con sé un retrogusto amaro: questo perché sotto sotto non ci fidiamo in toto e sembra sempre che il Signore ci voglia in un qualche modo “fregare”, “penalizzare”, “mettere alla prova” per vincere Lui, quasi come se un padre potesse volere questo per un Figlio, quasi come se il sacrificio della prova e la prova della morte ce la portasse Gesù, e non la vita stessa! Quasi come se fosse colpa sua! … E così soffochiamo la luce della risurrezione: gioia piena … fiducia senza limiti, comunione tra cielo e terra, Vita Eterna…

In questa festa siamo chiamati a lavare con il sapone della Sua luce, della Sua grazia, del Suo perdono, le macchie dei sospetti su Dio, sul fatto che ci chieda più di quanto ci voglia offrire.

Pietro, Giacomo e Giovanni, tre amici fidati e non tutti e dodici(!), scoprono questa bellezza: quella di un abito bianchissimo, perché di un uomo lontano da tutto ciò che sporca e imbratta e confonde, è l’abito che solo i Re possono indossare e non gli schiavi. Gli amici intimi intuiscono al di là dei loro errori (e forse proprio grazie a questi!), che ogni cosa è fatta per essere illuminata, baciata, trasfigurata da quella luce… Anche un figlio! Quando Abramo riceve da Dio il figlio Isacco, è troppo bello per essere vero e prova ad impossessarsene dopo aver aspettato tanto (!), così si attacca al figlio e prova a impadronirsene, e la luce di quel dono diventa subito opaca … Per questo Dio chiede ad Abramo di rimettere ordine nel suo cuore, chiedendogli la purificazione degli affetti, come l’oro con il fuoco! Quando entri nella dimensione del dono, della gratuità, della fiducia, dell’Amore, scopri che nello stesso ‘fango’ della realtà puoi trovare tracce di quella lisciVa del lavandaio di Gesù, come mi raccontava un ragazzino della sua esperienza in Africa dove le scarpe nuove comprate per l’occasione, tutte imbrattate dal fango della stagione delle piogge, erano le più pulite di sempre!

Sul monte Dio rinnova ad Abramo il dono del figlio, glielo darà una seconda volta e sarà come una seconda nascita per tutti e due! La mano di Dio non si tira indietro…. ma per una stretta di mano serve la volontà di entrambe le parti! Ascoltiamolo e ci sentiremo in quella presa!


#sacrificio #trasfigurazione #luce #amore #dono

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