GIÙ LA MASCHERA - I Domenica di Quaresima (Anno B)

Deposte le maschere del carnevale e i vestiti burleschi la Chiesa apre con la Quaresima un periodo forte nel quale fare un esercizio di verità e realtà.

E se la scorsa settimana avevamo lasciato Gesù nell’impossibilità di entrare nelle città e nei villaggi, oggi lo troviamo nel deserto…

Biblicamente un luogo molto simbolico. Non il luogo della punizione e dell’isolamento, ma luogo nel quale l’uomo, privato di tutto é costretto a mettersi a nudo, ad entrare nel mistero più profondo della sua vocazione, della propria chiamata alla vita. Un deserto per guardare alle proprie colpe e responsabilità, perché non c’è nessuno sul quale scaricarle (!), luogo nel quale non si hanno tante distrazioni e può emergere con facilità ciò che ci abita dentro… chi e che cosa davvero ci manca… In questo senso è luogo della tentazione, ma anche, secondo il profeta Osea, luogo del fidanzamento, perché la tentazione è sempre scelta tra due o più amori, tra due interessi, tra due vite: chi sono? Chi voglio essere? Di chi sono? Di chi voglio diventare, chi voglio fare vincere?

E per rispondere a tutto questo ecco che dobbiamo passare dal “vuoto”, termine che la parola deserto porta con sé, passare cioè da quel senso di incompiutezza della vita, da quei luoghi interiori di incompletezza, che ti fanno dire “non basto a me stesso e soprattutto … non mi salvo da solo!” e che diventano pertanto “Quaresima”, cioè grazia e occasione di verità, occasione di rinnovamento, di liberazione dai falsi amori, occasione per prendere davvero delle decisioni e scegliere!

E’ forte l’esperienza del deserto e se non sai orientarti e leggere il continuo movimento delle dune, ti confondi, ti perdi, di disperi nel deserto, ma abbiamo sentito … Gesù, nel deserto, é “spinto”/sospinto dallo Spirito… S. Paolo dirà che a spingerci è “l’amore”… Gesù in quella esperienza non è solo ma è accompagnato dallo Spirito. Come a dire: ricordati uomo che in quel deserto della vita, quando magari hai la percezione del vuoto e della solitudine, tu non sei solo! L’amore ci spinge e sorregge e motiva: allora è questo tempo di fidanzamento, tempo di sposare l’amore, di scegliere la via del bene. Il deserto è come certe cose che ci fa fare e vivere l’amore, e che non sono sempre “situazioni immediatamente e spontaneamente piacevoli”. Una mamma che si alza 10 volte nella notte perché il bimbo piccolo piange e magari deve alzarsi presto al mattino per andare a lavoro, non vive proprio un'esperienza così bella … eppure per amore lo farebbe anche altre 100 volte! Così come quando accudisci un genitore anziano e malato che magari a stento ti riconosce…

La tentazione è sempre una scelta tra due vie; in certe situazioni si vorrebbe scappare, allora ‘serve’ il deserto (dove le vie di fuga non sono così chiare) per “fermarti a pensare”, fare verità e farti “spingere” e ri-motivare dall’amore!

Un tempo dove potremo vagliare tutta la nostra agitazione e nervosismo per le cose che ci mancano e che spesso ci hanno fatto aprire la bocca per mangiare qualsiasi cosa pur di saziare quella voragine dentro, e così ci siamo avvelenati, imbruttiti, persi un po’. Ma nella calma e nella fede c’è la salvezza ci dice Isaia.

Allora questo sia un tempo di purificazione, un tempo DETOX, tempo di battaglia contro se stessi, un tempo sì di tempesta dentro, ma la prima lettura ci riportava alla fine del diluvio di Noé, al momento dell’arcobaleno che trasmette un senso di rilassamento, di pace, di serenità, di cambiamento… come a dire che non ci sarà solo subbuglio, distruzione e devastazione… noi siamo fatti per altro!

Ti sorprende, in questa domenica, un sorriso dal cielo per ricordarti dov’è casa tua, per ricordarti che tu sei fatto per cose alte, grandi, per dire che certo le tentazioni, il vuoto, lo smarrimento, fanno parte della vita ma, con lo Spirito di Dio, possiamo affrontarle! Da soli e con le proprie forze deserto e diluvio fanno solo male e paura, sono solo feroci nemici. Ma la Parola ci dice che Gesù “stava con le bestie selvatiche”. Ad indicare quel possibile addomesticamento anche di quelle situazioni pericolose. Se impariamo “a stare” con Gesù e con ciò che un po’ ci ha graffiato e spaventato, ecco che faremo fiorire il deserto e asciugheremo il diluvio, scoprendo quanto sia vero che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”, tutto serve per il regno dei cieli che è “vicino”… quindi per renderlo pienamente presente qui e ora, occorre che tu faccia i tuoi passi, occorre che tu ti metta in cammino come i discepoli di Emmaus, di cui ascolteremo questa sera in teatro la storia, e per questo ci viene lasciato un comandamento, come un cartello, una indicazione su questo percorso: convertitevi! Non abbiate paura del cambiamento, fate la vostra parte, Credeteci e credeteci fino in fondo!


#deserto #Quaresima #tentazione #cambiamento #Spirito

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