VOCE = “per-SONA". Suono per qualcuno - III Domenica di Avvento (Anno B)

Oggi la liturgia d’Avvento ci fa celebrare la domenica della gioia, perché sentiamo sempre più vicino la venuta di Qualcuno di davvero importante!

A ricordarcelo, un “consacrato”, un “unto” dallo Spirito del Signore che viene a proclamare qualcosa di grande: ecco sta arrivando la Luce! E quindi l’avvento del domani, sempre avvolto da incertezza, ansia e turbamento, viene affidato ad una Luce, ad una Provvidenza che è sicuramente in grado di occuparsi di me in qualunque situazione mi trovi, e anche se vedo tutto buio all’intorno!

Questa gioia dipende dall’intensità del desiderio che quelle eventuali tenebre siano presto rischiarate dalla fedeltà di Dio, che non abbandona e non tradisce!

Giovanni (“JHAVE è misericordia”) il Battista è il testimone di questa Luce. Non è la Luce, e non è neppure lo sposo che può far felice la sposa Israele, ma l’amico dello sposo, non è la Parola ma la voce di questa… Ma nessuna frustrazione in tutto questo, quanto l’onore e l’onere di essere uno strumento “inutile” eppure così prezioso!

Presentato come emblema dell’essenzialità e della trasparenza perché possa far passare la Luce di un altro… perché possa risvegliare le coscienze e il desiderio di pienezza e di luce!

Il Battista non ha paura di lasciarsi interrogare dalla realtà e di rispondere con la verità: riconosce i suoi limiti e sa di dipendere da un altro, sa di essere quello che è e di non essere “completo” ma nello stesso tempo sa che arriverà Qualcuno che lo porterà a compimento!

Infatti, interrogato dalle autorità religiose che incalzano per ben sei volte sulla propria identità “Chi sei tu?"… Giovanni non si sottrae ma “sottrae” in una triplice negazione che ribadisce di ‘non’ Essere il Cristo, Elia o un profeta…

Quante volte crediamo che la nostra identità sia la somma dei titoli che abbiamo o dei ruoli che altri ci attribuiscono, o della ricchezza e dei beni che accumuliamo, dal numero dei Like e ci illudiamo di essere “dio” e in certe situazioni ci sostituiamo a Lui… Ecco Giovanni sottrae e in quel dichiararsi quasi come un “niente” dice il tutto della sua persona… Ha bisogno di un Salvatore, non si salva da solo… neppure con le sue pratiche ascetiche!

Francesco d’Assisi continuamente si ripeteva “Chi sono io e Chi sei tu?” Perché qui si gioca il tutto della persona, dell’umanità, delle relazioni perché la mia identità ultima è Dio. E rispondeva “tu sei Dio e io un verme… un po’ di fango”… ma anche Francesco aveva la consapevolezza che su quella terra il Signore ha riposto il suo Spirito, ha baciato quel fango e ne ha fatto un capolavoro, un prodigio, proprio in quell’incompletezza e fragilità, perché si potesse manifestare il suo marchio di fabbrica, la Sua forza e bellezza della sua Grazia. Ma questo è un discorso lontano a quei tali che erano soltanto degli inquisitori e non dei cercatori di Dio, “strumenti al contrario” per spegnere la luce della vita!

Egli prosegue dicendo di battezzare con semplice acqua e svela che in mezzo a loro “c’è qualcuno che non conoscono” che praticherà il vero battesimo per il perdono dei peccati. Non conoscono, non hanno vissuto dell’intimità con Dio, non possono neppure immaginare il suo cuore e il suo linguaggio d’amore.

Il battesimo di Giovanni voleva solo instradare a quello di Gesù, preparare la via a Gesù, e togliere ostacoli e pietre di inciampo! Egli è soltanto una voce e tutt’intorno deserto… perché la per-sona è questo suono a vantaggio di qualcuno e perché quando sei vicino al Signore ti basta poco… come la pupilla dell’occhio che diventa piccola vicino alla sorgente della luce e si dilata allontanandosi… così anche noi, quando siamo vicini al Signore, nostra Luce, possiamo permetterci di essere piccoli e sentirci poca roba, tanto non c’è nulla da temere o da dimostrare, quando invece ci allontaniamo da lui ci gonfiamo di noi e di orgoglio e abbiamo bisogno di titoli, di prestazioni, di maschere…

Domenica della gioia perché solo a partire dalla poca realtà di noi possiamo arrivare alla grande Verità di Lui che viene. Giorno per giorno, continuamente, ancora adesso, Dio viene. Anche se non lo vedi e non lo conosci!


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