BATTERIA SCARICA - XXXII Tempo Ordinario (Anno A)

Qual è la Sapienza di cui ci parla la prima lettura che fa distinguere i due gruppi di fanciulle invitate alla festa di nozze del Vangelo?

E’ Quella ‘voce dentro’ che abita il salmista e che si fa ‘voce fuori’, appunto salmo, cioè canto: (mizmōr «canto con accompagnamento») “ha sete di Te l’anima mia”… Se cerchi il Signore troverai, al mattino quando ti svegli, accovacciato dietro la porta, non solo il peccato come ci dice Genesi, ma anche la Sapienza per vincerlo e affrontare le prove della vita! Quella sapienza, quella forza, quella grazia, quella benedizione che ti verranno a cercare (!)… ancor prima che tu ti metta a ricercare loro… perché “Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero” (Sal 144,18). Che “caffè” meraviglioso sarebbe… un lieto risveglio!

Quando la nostra sete di Dio viene a galla, scopriamo che esiste un desiderio più radicale e più originario: il desiderio di Dio stesso su noi e di noi che “previene” (!) Ma al tempo stesso ci viene chiesto di ‘vegliare’ e destarci dal sonno perché al di là di tutti gli orologi satellitari, c’è una dimensione della vita che non conosce tempi: non si può impostare l’innamoramento, non dà preavviso la malattia, non è puntuale la nascita e che dire della morte…

‘Vegliare’… Eppure l’esperienza del sonno è perfettamente umana e cosa buona… ma è anche vero che c’è sonno e sonno… quello naturale della stanchezza che richiede riposo per nuove energie, ma anche quello della sfiducia e della delusione, o quello che sovviene perché non vogliamo guardare in faccia alla realtà, e tante volte ancora ci abita il sonno della banalità, della superficialità, o quello della resa perché abbiamo perso il coraggio di aspettare ancora. Che ci piaccia o no… non ci sono orologi capaci di misurare queste coordinate temporali…!

Ma quando siamo schiavi dei nostri tempi e della fretta… ignoriamo e non ci interessano i tempi ed i pensieri dell’altro, fosse anche Dio… invece la vita è piena di contro-tempi e contrattempi, di imprevisti, variabili e cose che semplicemente accadono senza un vero perché e senza chiederci permesso, di tempo cronologico e di tempo di Dio…

E dopo giorni, mesi, anni di preghiere, approfondimenti, Parola… Quando arriva lo sposo? Quando arriva il Signore?!?

“Essere pronti” è attitudine del “sempre” non di un momento, non è l’arte di improvvisare… non è la situazione degli incontri occasionali e neppure quelli dell’ora alla domenica a messa! La questione lampada-olio, fa parte del quotidiano! Tutti i giorni abbiamo a che fare con la luce ed il buio… E questo ‘quotidiano’, ancora una volta, ci viene incontro come il luogo dell’incontro con lo straordinario! Ma non stiamo a raccontarcela… sappiamo anche che il quotidiano, l’ordinario, possono diventare una cifra negativa, possono consegnarci frustrazione, la noia mortale, la dannazione, la fatica… Senso di quella sapienza di cui abbiamo accennato all’inizio, è proprio l’abitudine a rimanere in relazione con la realtà, con il proprio bisogno e con la necessità di sapervi provvedere, giorno per giorno e non solo nelle grandi occasioni, o nelle imprese eroiche!!! E’ la virtù dell’Amore che sa fare nuovo ogni ‘vecchio’, che vede l’esperienza del nuovo tutta nello ‘stesso’, che sa trasformare la contingenza del caso nella necessità del destino…

In queste nozze molto particolari che ci vengono raccontate, l’esperienza del sonno accomuna tutte e dieci le damigelle… Tutti sono un po’ in difetto: chi dorme, chi ritarda, chi dimentica… Anzi, sembra proprio che lo sposo non aspetti altro che tutti cadano in “errore”, che tutti diventino deboli allo stesso modo, per potersi infine presentare come “forza” delle debolezze di tutti! E’ in queste situazioni di “difetto” che esce la verità dell’uomo, il peggio ed il meglio di lui, in quanto lì si dice l’autentico senza imbellettamenti e maschere… ma solo sull’autentico si può costruire!!!

Le vergini stolte non hanno preparato quell’incontro come l’incontro vitale. E sono già fuori, non perché qualcuno le abbia escluse, ma perché non avendo dedicato tempo a quel momento si accorgono di aver perso tempo (!), hanno dichiarato che non gliene importava poi molto… Forse se avessero conosciuto bene prima lo sposo non sarebbero andate via! Avrebbero saputo che il Signore le avrebbe comunque accolte… Avrebbero saputo che nessun amore, umano o divino, può essere acquistato al mercato, all’ultimo minuto e a basso costo…e che nessuna azione buona può essere prestata ad un altro!

Nel momento ‘clou’, se non sei preparato puoi rovinare tutto e mandare tutto alle ortiche: nelle relazioni, nella coppia, nelle amicizie… così come quando bussa alla porta il dolore e la prova: difficilmente in quel momento avrò la voglia di pregare o di sperimentare l’intimità con il Signore e le cose belle e alte dei saggi… se il Signore non fa parte del nostro “ogni giorno”… nell’evento bello o brutto sarà difficilissimo essere scevri da adrenalina, agitazione, emozioni che alternano il tutto…! Ecco perché l’olio va preparato prima, i “meccanismi” della lampada vanno conosciuti per tempo!

Il problema delle fanciulle stolte allora non è il sonno, ma il non essersi mai prese cura della lampada che è stata loro affidata. Quasi potremmo dire non sanno neppure come si accende: e lo sposo infatti dice loro di non conoscerle affatto. La parola “stolte” letteralmente è “pazze”, la stessa usata a chi dice “Signore, Signore” ma poi non fa quello che il Signore dice.

E quando i tempi di qualcuno si dilatano esageratamente …. e vorresti avere notizie e sapere cosa sta accadendo, non c’è nulla di più spiacevole che avere la batteria scarica del cellulare… ancor più quella del cuore (!) avere la lampada ma non l’olio, come chi ha il pane ma non i denti per mangiarlo!

Ma quell’attesa prolungata del Signore che sembra sempre in ritardo rispetto alle urgenze di quaggiù…si può trasformare nella puntualità massima per la mia vita: “I miei tempi non sono i vostri tempi!”. Quell’attesa si può trasformare nel tempo della verità, tempo nel quale si ricarica la batteria!


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