UNA PARTITA PERSA 10 a 2! - XXX Tempo Ordinario (A)

La scorsa settimana la moneta di Cesare è stata il pretesto per invitare a “restituirci” a Dio, ed oggi la moneta di Dio ci ricorda che l’altra faccia della ‘medaglia’ è il prossimo: alla dogana del Regno dei Cieli non passi se, oltre all’amore a Dio, non dichiari quello al fratello… Il nostro Dio si dice così: con e attraverso il fratello…. perché “Chi … non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”. ( 1Gv 4,20)

Occorre tornare a donare credito all’uomo per capire Dio, cioè: amare quelli che Egli ama! Andare incontro a quelli per i quali Egli è venuto e proprio ‘come’ uomo! Fuori dall’umanità non c’è Dio. Il nostro Dio si fa uomo, perché l’uomo diventi come Dio. Capace di amare come ama Dio.

Sembra proprio strano che un dottore della legge chieda a Gesù quale sia il comandamento più importante(!) E allora quel Signore che tante volte aveva guarito i muti, dopo aver ammutolito i sadducei, oggi azzittisce il fariseo e lo spiazza non tirando in ballo i 10 comandamenti ma l’“amare Dio e amare il prossimo”, che tutti conosciamo, che tutte le religioni hanno come programma…. Ma sapere un precetto, conoscere una bella massima, ripetere un versetto, non significa che tu lo stia applicando e vivendo, non significa che tu stia amando! Quindi Gesù in realtà non dice nulla di strabiliante e nuovo, già il Deuteronomio e il libro del Levitico parlavano in questi termini, ed in effetti la Sua missione, Gesù stesso ce lo ha detto, non è stata quella di ‘portare il nuovo’, o di abolire la Legge, ma di darle compimento (Mt 5,17). E… “pieno compimento della legge è l’amore!”. (Rm 13:10) E allora ricordati che puoi anche metterti in ginocchio a mani giunte e… non amare, se quelle ginocchia non si sono piegate per lavare i piedi a tuo fratello! Forte! “Forte come la morte è l’amore”(CdC 8,6). E tante volte il fratello da servire, capire, incontrare… ci mette a morte. Ma è inutile: solo “dov’è carità e amore … c’è Dio”. E la prima lettura approfondisce la chiave di interpretazione di questo amore: “Se maltratterai vedova o orfano, non vestirai il nudo non accoglierai lo straniero… la mia ira si accenderà”. Dei versetti che sembrano presentarci un Dio vendicativo capace di minaccia… In realtà questi toni accesi sono per farci comprendere che qui si accende o si spegne tutta la vita e la fede. Sono delle leggi che vengono date, non semplicemente perché diventiamo più buoni o migliori, non si tratta di un galateo spirituale, di un bon ton ecclesiale, ma diventano metro di misura della nostra umanità o disumanità! L’avvertenza è che fuori dal comandamento dell’amore non troviamo semplicemente l’odio, ma non c’è proprio più vita! Non si può vivere senza queste cose.. se non ami così,…vivrai biologicamente, ma non secondo il sogno di Dio.

Allora ecco qui dichiarate le due rotelle dell’unico ingranaggio che riassume la Legge e i Profeti: Amore a Dio-con-“tutto”X3, tutto noi stessi, e amore al prossimo. Che semplificazione e sintesi mirabile! Potremmo dire che la partita Antico - Nuovo Testamento viene vinta (o dovremmo dire ‘persa’ perché il Vangelo capovolge ogni logica), 10 a 2! E che fine hanno fatto i 613 precetti?!! Forse sono aumentati ma nel solo senso che ci sono mille e mille modi di amare … altro che le 50 sfumature di nero e grigio!

In tutto questo discorso l’originalità e la forza sta nel fatto che per Israele, il primo grande comandamento era lo Shabbat, il riposo del sabato, quello prescritto direttamente da Dio, e osservato da Lui stesso! E Gesù qui va oltre. Per diventare Vangelo, il riposo, e tutte le 10 Parole e… tutte le altre parole hanno bisogno di AMORE, di carne, di gesti concreti… a quel punto le parole possono rimanere poche, ridursi a due che ne dicono una! AMA.

Amare Dio è il fondamento e la condizione necessaria per la possibilità di amare l’altro e altro. E Amare l’altro come se stessi non vuol dire fondersi ed uniformarsi. Amare l’altro vuol dire “vedere il suo reale bisogno senza proiettare su di lui il MIO bisogno insoddisfatto”.

Ama con “TUTTO te stesso”, nell’Amare.. è detto il tutto, è detto tutto! Per questo il Vangelo non potrà mai morire e l’uomo non ne potrà mai fare a meno… perché “amare” è il comandamento di tutti!, E IL COMPIMENTO DI TUTTI E TUTTO “Le grandi acque non possono spegnere l’amore, né i fiumi travolgerlo” (CdC 8,7).

Ecco allora che la parola di sempre e di tutti diventa comandamento nuovo. Come è nuovo ogni giorno che per sorgere e stare in piedi ha bisogno della forza e del senso di quell’amore! Quell’amore che ci fa più vulnerabili dinanzi all’altro ma che anche ha in sé quella forza per smuovere le montagne!


#amore #prossimo #umanità

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