THE VOICE - XXIX Tempo Ordinario (Anno A)

Abituati a dire e a sentirsi dire che in un dialogo autentico, in una relazione serena, bisogna saper dire le cose guardandosi negli occhi, questa pagina del Vangelo sembra stridere un po’ nell’attribuire a Gesù quasi dei toni arroganti: Tu “non guardi in faccia a nessuno”!!! Inconsapevolmente invece, viene rivolto al Signore un grande complimento. Gesù non guarda la faccia dell’uomo, perché sa che l’uomo può mascherare il suo volto e camuffare ciò che c’è dietro. Cosa c’è dietro ad un sorriso? Cosa c’è dietro ad un annuire? Gesù non si lascia abbindolare dall’apparenza! Sa che il luogo della verità e della sintesi di un uomo è il suo cuore! E nel guardare a quel cuore ritrova quell’immagine che il Padre ha creato. Per guardare al fratello devo avere davanti il Padre e i suoi sentimenti… Ecco ritornare i tanti e tanti Salmi che chiedono con forza “Signore mostraci il Tuo volto!” Perché possa imparare da te lo sguardo “fraterno” e “prossimo”, perché possa curare e guarire il mio sguardo “disabile”!…

Tele-visivamente parlando Gesù ha creato il primo “The Voice” della storia… questo programma musicale dove i giudici non vedono il cantante per non lasciarsi condizionare dall’aspetto, dall’esteriorità, concentrandosi solo su quell’anima che la voce esprime…

Se ci perdiamo alle facce, alla facciata e non si guarda al Volto del Signore, si guarderà e ci si prostrerà ai tanti “signori” e presunti tali, ai tanti poteri…e l’imposta da pagare, sarà ben più pesante di una moneta: sarà quella della schiavitù a cui sottopone ogni idolatria! E questo probabilmente accade perché nella nostra vita l’immagine di Dio non è così chiara e in rilievo come l’immagine di Cesare impressa sulle monete…

Farisei ed Erodiani oggi si alleano ed interrogano Gesù sull’opportunità o meno di pagare le tasse a Cesare, ma essi hanno già la risposta. La moneta riportava una effige… Se ogni cosa appartiene a colui di cui reca l’immagine, quasi come fosse una sua firma, un suo sigillo di proprietà… la moneta appartiene a Cesare, ed è dunque cosa buona e giusta che le monete ritornino a lui, in cambio di servizi, sicurezza, etc… ma è altrettanto vero che l’uomo reca in sé l’immagine di Dio! e che quindi - prima, dopo e durante l’aver pagato le tasse - l’uomo ritorni a Colui di cui reca l’immagine!

Questa pagina non è quindi il programma di Cavour “libero stato in libera Chiesa”, non vuole sancire la separazione tra politica e religione ma semmai ricordare che non c’è ambito separato da Dio!

Dio è così libero, che per portare avanti la sua storia di salvezza, si serve anche del potere politico, oggi così tanto in crisi. E’ la chiave di lettura che ci fornisce il primo brano ascoltato dal profeta Isaia: Il re pagano, Ciro, diventa lo strumento perché il nome di Dio sia conosciuto da tutte le nazioni.

L’altro giorno una ragazza in un colloquio mi diceva di aver capito che “il Signore parla nei fatti”. Quanto aveva ragione: la carne è il dogma di Cristo. Carne intesa come la realtà delle cose, la loro concretezza con il bisogno di regole e di istruzioni per il cammino. Per questo “il verbo si è fatto carne”! (cfr. Gv1). Ed è solo a partire dalla realtà che può prendere forma il Regno di Dio…una realtà fatta di terra e spirito fin dalla creazione! E allora «Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Rendete alla terra la terra e allo Spirito lo Spirito! A Cesare le cose, a Dio l’uomo!

Il cristiano non è contro il potere politico, il cristiano non disobbedisce alla Legge e allo Stato, ma MAI darà a Cesare quello che è di Dio!!! Si tratta di quell’ “essere nel mondo ma non del mondo”… di quell’ “obbedire prima a Dio e poi agli uomini”

Il mio cuore a cosa e a chi paga il tributo?

Oggi siamo chiamati a riconoscerci un po’ tutti in debito… quanto siamo in debito delle nostre relazioni affettive, delle nostre famiglie, in debito verso l’amore dell’uno nei confronti dell’altro, del perdono messo in circolo, in debito verso genitori, amici, insegnanti, verso chi porta avanti questo paese con il lavoro… E allora siamo chiamati a “restituire” e a restituirci un po’ per quello che abbiamo preso all’altro!

Ma voi potrete dire, va bene questa francescana logica della restituzione… Ma ad un fratello ingiusto? Al prossimo arrogante? Ad un Cesare corrotto? Ad un Cesare che ruba? Facciamolo e basta… non guardiamo in faccia a nessuno! E come dice il Salmo “copriti gli occhi dinanzi a fatti di sangue”, non nel senso di diventare connivente ma del non lasciartene condizionare e diventare partecipe di quel male o ingenerane altro e/o di peggiori! Anche perché se Cesare o il fratello sbaglia, il mio tributo sarà proprio quello di correggerlo con un buon esempio di vita; e se ruba gli ricorderò che forse si è dimenticato l’altra faccia della moneta!!! Da questa dimenticanza tutti i nostri problemi. Da questa memoria la possibilità di ripartire…

#debito #restituire #buonesempio

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