GESÙ IN FUORIGIOCO - V Quaresima (Anno A)

Ci stiamo avviando verso la fine del nostro cammino di Quaresima, e Gesù ci ricorda che la fine è per un nuovo inizio! La scelta di andare a Betania, dove c’è una taglia sulla sua testa, dove c’è un amico morto, ci vuole parlare dell’intenzione del Padre: la vita, la vita piena! Gesù va incontro alla morte per dare la vita, ha il coraggio di affrontare la sua morte e quella degli altri perché ne venga neutralizzato il suo veleno, la sua minaccia, la paura che abbiamo di essa. S. Paolo dirà: “Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?” (1Cor 15:55). E’ la morte che, al passaggio di Gesù, deve tremare! Ma guardando alla cronaca dei nostri giorni, alla violenza inaudita, folle e gratuita, guardando alle guerre, all’ingiustizia che dilaga… ci viene da dire che invece quel pungiglione è sempre più appuntito! Viene anche a noi naturale dire: “Signore Colui che ami è malato!!” - “Signore c’è una umanità malata”, “Siamo malati nel compiere certe azioni!” - Ed è proprio vero, come attesta Marta: la Tua lontananza dai nostri giorni, diventa assenza di vita! Quando sei lontano Signore, la vita si spreca, si autodistrugge, si spegne!

E colpisce che alla notizia della malattia grave dell’amico, Gesù non si agiti… ma questa lentezza nell’agire non dice l’indifferenza o il poco bene che prova, quanto la tanta forza della sua fede nel Padre e nella sua intenzione originaria.

Potremo chiederci: “crediamo di più nella terribile potenza della malattia, o nell’immensa grazia di Dio?” In realtà molto spesso ci lasciamo toccare e sconvolgere la vita più dalla cattiva notizia - “Colui che ami è malato”- che dalla “Buona notizia”: (che è il nome del Vangelo) “chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”…

Oggi Gesù sembra in ritardo… e quante volte, anche per noi, è fuori tempo, è in fuorigioco… Ma oggi, forse, ha solo deciso di partire quando l’uomo non ha più alcun potere su quella situazione, perché sia chiaro che, ad intervenire, é il Padre Suo e nessun altro, nient’altro. E’ una situazione estrema per dirci che il Suo tocco è radicale, arriva cioè fino alla radice di vita e morte.

“Lazzaro vieni fuori!”. Gesù non sposta la pietra che sigilla la tomba, ma chiede a quelli che hanno dato ragione alla morte, a quelli che hanno voluto “metterci una pietra sopra”… al mistero di vita, male, malattia e morte, di toglierla! Lui non ha mai chiuso il dialogo vita-morte! Non ha mai detto che avrebbe tolto la morte biologica o che la morte é la fine di tutto, e non hai mai autorizzato a porvi una pietra sopra! …

E Marta viene fuori in tutta la sua umanità e incredulità: “manda già cattivo odore!” - Come a dire “Ma Gesù cosa dici?! Cosa fai?!, “Se tu fossi stato qui allora sì - che attualizzato per noi oggi è come dire: “se tu esistessi davvero”…. -, “Cosa fai?… ORMAI!!… Ormai è troppo tardi. Ma per Gesù c’è l’ORMAI… per Gesù c’è l’ORA non il MAI! Sal 138 “ Quanto profondi per me i tuoi pensieri, quanto grande il loro numero, o Dio; se li credo finiti (i miei giorni!), con te sono ancora”.

Gesù prende contatto con la nostra parte marcia, con il fratello che manda cattivo odore! Marta CREDI TU QUESTO? “Signore se tu fossi stato qui…” Ma le nostre domande non devono volgersi indietro, ma guardare avanti… “con Te sono ancora”… “Io sono qui ora”! Ci viene consegnato il cuore pulsante della nostra fede: LA PROMESSA DELLA RISURREZIONE. S. Paolo dirà che se non crediamo nella risurrezione, “la nostra fede è vana!” (1 Cor 15) Credi tu questo? - Non ci resta che dire: “Signore io credo, aiutami nella mia incredulità!”. Ci sembra che la notizia della risurrezione sia un evento troppo lontano per aiutarci nell’oggi… “Sì, risorgerà nell’ultimo giorno, alla fine dei giorni”… In realtà tutto l’andamento di questo episodio vuole dirci che chi vive nel segno della fede sottrae già oggi la sua vita al potere della morte… Ezechiele, nella prima lettura, parlava di una risurrezione per il popolo in esilio intendendo il ritorno in terra d’Israele. C’è già qui ed ora una risurrezione che deve compiersi. A risorgere sono chiamati, ancor prima dei morti, i vivi! “Da morti che eravamo ci ha fatti rivivere con Cristo, con lui risuscitati” (Efesini 2,5-6). E questa risurrezione si deve vedere! Un filosofo dice di non credere nel cristianesimo, perché se fosse vera questa buona notizia e noi ci credessimo davvero, avremmo altri volti! Un altro sguardo! Siamo già risuscitati perché “amati fino alla fine”: il contrario di morte non è vita, ma amore: “forte come la morte è l’amore” (Cdc).

“Signore il tuo amico che amavi è morto”! - Gesù non si arrende all’evidenza, l’amore non muore (!) e la prima parola che dice alla tomba: “Padre, ti rendo grazie”. Ma Signore è proprio fuori luogo!! La prima parola è di ringraziamento e di lode!!? “ Ti rendo grazie, perché mi hai ascoltato”, perché “sempre agisci!”(Gv 5,17). Troviamo qui la potenza della lode e della fede, che porta a ringraziare prima ancora di avere visto… Signore conosco il tuo amore e so che il tuo amore non deluderà. Signore so che mi hai accompagnato in tutta la mia vita e che non smetterai nella mia morte… perché “se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi”.


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