«L'AMORE DI CRISTO CI SPINGE VERSO LA RICONCILIAZIONE» - Incontro Ecumenico

Ci sono dei momenti in cui lo slancio vitale viene meno, situazioni nelle quali vivere di fede ci resta difficile. Attimi nei quali - per mille ragioni - basta aprire gli occhi, guardarci attorno, sentire le notizie... e il dubbio e lo sconforto sembrano avere la meglio… È quello che chiamiamo momento della prova, del buio, nel quale ci verrebbe solo da affermare la nostra resa, da alzare il muro, e urlare il nostro “basta”, il nostro "ma chi me lo fa fare?!?" E a tal proposito ci viene incontro questo versetto prezioso della 2Cor: “L’amore di Cristo ci spinge”… l’amore di Cristo ce lo fa fare, perché l'amore ci spinge alla speranza contro ogni speranza, ci spinge a guardare e osare ad andare al di là del muro, e ri-immetterci nella vita che chiama la vita… è quel momento può diventare l’occasione per una nuova partenza, un’occasione per poter rinascere dall’alto e ricominciare…

Gli studiosi della Parola dicono che questa espressione, “L’amore di Cristo ci spinge”, non sta ad indicare tanto il nostro amore nei confronti di Cristo, quanto quello del Cristo per noi e di cui spesso non ci rendiamo più conto… Nella nuova alleanza, quella appunto stipulata nel sangue di Gesù, a contare, ad avere la priorità, non sono i nostri sacrifici, sforzi, doni, quanto il dono di Dio in Gesù che per primo prende l’iniziativa e ci viene incontro per spingerci ad entrare nella vita vera.

Il verbo greco qui tradotto con “spingere” ha molti significati: tenere uniti, contenere, abbracciare, guidare, stringere, costringere... premere.

Paolo individua questa “pressione interiore” nella morte di croce di Gesù, da cui è rimasto segnato indelebilmente; nella lettera ai Galati, di poco precedente alla 2Cor dirà: “Lui mi ha amato e ha dato se stesso per me” (unico caso dove utilizza la prima persona) Gal 1,20b… E nella Lettera ai Filippesi si dichiarerà: “conquistato da Gesù Cristo” (Fil 3,12). Paolo è un posseduto dall’amore di Cristo”… E mentre prima metteva ogni zelo a realizzare la Legge per giungere alla giustizia, ora ha fatto l’incontro con Colui che è la giustizia-che-giustifica e può riempire la sua insufficienza, sanare il suo peccato, con la sua presenza, con il primato della misericordia, della grazia. Al centro della sua vita non c’è più lo sforzo di perfezione, ma l’attrazione a Cristo. E questo amore fino alla fine, fino all’estremo, costituirà il motore di tutta la sua nuova vita…

“L’amore di Cristo ci spinge”,“charitas Christi urget Nos” - dal latino risuona quell'URGET - che richiama l'urgenza: Abbiamo URGENZA dell'amore di Cristo, quell’amore che ci sveglia e scuote, nel senso che ci provoca e ci spinge urgentemente ad aderire e a testimoniarlo. Testimoniare il dono totale dell'unico giusto che è morto a vantaggio degli altri. E pensare che qualcuno è morto proprio per te non può lasciarti indifferente: pensate alla condizione di quel prigioniero di Auschwitz che è stato risparmiato perché Massimiliano Kolbe è morto al suo posto… sicuramente la vita di quell’uomo è stata segnata per tutto il resto della sua vita da questo fatto, con un enorme debito di riconoscenza!… Ogni giorno per tutti i giorni si sarà ripetuto: Io vivo perché quell’uomo è morto per me! E questo ci aiuta a cogliere più profondamente il senso delle parole di Paolo quando dice: “non sono più io che vivo ma Cristo vive in me” - quell’uomo che ha dato la vita per me vive in me… Tutti quelli che si sentono rappresentati da lui, che sono in comunione con lui, naturalmente è come se si sentissero morire a loro volta, è proprio come se morissero! Ma poiché Cristo non è rimasto nella morte, ma ha raggiunto la pienezza della vita nella risurrezione, a coloro che sono immersi in questa vicenda (battesimo = immersione totale!) sarà concessa la stessa sorte.

Questo morire PER TUTTI, mette in evidenza che in Cristo, nuovo Adamo, Dio ha voluto una riconciliazione tra l’uomo e Dio.

Quando c’è un contenzioso, una lite… cosa si fa per arrivare alla riconciliazione? Chi ha torto paga: attraverso la pena, e le spese del processo! E poi forse ci si rimette a posto… In Gesù, invece, la riconciliazione non avviene facendo pagare chi ha torto! E noi serviamo come ambasciatori, come se Dio esortasse per mezzo nostro che la riconciliazione operata da Cristo è di questa portata gratuita; è di questa grazia che noi viviamo! Non è Paolo ad operare questa grazia, non ne è lui il padrone, ma sta a lui, e agli apostoli, annunciarla, e testimoniarla, come singoli e come Chiesa. E da questa riconciliazione uomo-Dio, può partire quell’invito all'appianamento delle relazioni distorte per ri-allacciare buoni rapporti e ricomporre l’unità, per non rendere vano il sacrificio di Cristo che appunto è morto per tutti, perché “Padre siano una cosa sola”… perché un regno diviso in se stesso, una casa divisa, una chiesa divisa, una persona divisa crolla! (Mc 3,24…)

Con questo ritrovarci insieme vogliamo dichiarare il nostro desiderio di ripartire da Cristo fonte e culmine dell’unità …e allora lasciamoci riconciliare con Dio perché proprio a partire dalle pietre dei nostri muri possiamo invece costruire la scala, l’appiglio, il ponte per ritrovare la luce, per ritornare a Casa…

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