NON FERMARTI AL DUBBIO, VAI FINO IN FONDO - IV Avvento (Anno A)

La nostra natura, la nostra religiosità, è, come ci richiama la prima lettura, permanentemente alla ricerca di segni: di “un segno o dagli inferi o dall’alto dei cieli”… Non sono proprio la stessa cosa (!) ma c’è sempre questa ambiguità da attraversare e discernere, una linea sottile tra bene e male che sottostà alla richiesta dei segni… che si gioca tra l’attestazione della grandezza di Dio e l’onore che si vuole tributargli e “il tentare” il Signore Dio… e forse proprio per questo, ci viene detto che non ci verrà dato alcun segno se non quello di un bambino nato da una giovane fanciulla: per noi LA NASCITA DEL CRISTO… poi in realtà il cuore del Padre si muove a tenerezza e continua a dare segni così come continua a parlare ma sono tutti segni nel Segno fatto Parola, Parola fatta carne: è in Gesù che i segni trovano una collocazione ed un senso… i segni o partono o portano a Lui oppure non sono… sono idoli…Il salmo ci diceva che “potrà salire al monte del Signore? Chi non si rivolge agli idoli”… quante volte i segni diventano degli idoli…perché ci fanno cercare il Signore più per quello che ci dà che per quello che è!

I segni vivono sempre di questa ambiguità, e Dio legge il cuore, l’intenzione, il travaglio di Giuseppe… che non capisce il segno che gli è riservato. Nel cammino di Avvento, siamo passati dal dubbio di Giovanni il battista, il più grande tra i figli di donna a quello di Giuseppe, l’uomo giusto, e così davvero vengono raccolti in questo tempo, tutti i dubbi che ci portiamo appresso da quelli piccoli a quelli grandi, da quelli giusti a quelli ingiusti…. e da quel dubbio sorgerà come virgulto una risposta che è il SÌ di Maria e Giuseppe - non solo quello di Maria - ma Maria-Giuseppe, un sì, che darà alla luce la verità in grado di farci liberi, liberi anche da ogni dubbio!… E se a Maria è venuto incontro un angelo, a Giuseppe un sogno… il sogno è il luogo del profondo, dove non ci sono difese, dove Dio ci incontra così come siamo. Solo se ci abbandoniamo a qualcosa che va oltre noi (angelo, sogno, Parola, l’altro), solo se faremo un atto di fiducia, potremmo vincere questi dubbi e non rimanere schiacciati da questi… Occorre non fermare la vita sul dubbio, ma fermare nella fede la nostra ragione umana per aprirci alla ragione sovraumana di Dio…

Giuseppe è l’uomo ragionevolmente giusto, ma nel contempo è anche uomo che ama la sua donna. La natura dice che un bambino si genera in un certo modo, ma lui conosce bene quella donna e i conti non gli tornano… ma da allora tutti i calcoli saranno sconvolti… e il suo regalo di Natale sarà scoprire che la ragione dell’uomo molto spesso è diversa dalle ragioni di Dio…

Davanti a una situazione irregolare, il giusto cosa può fare? Applicare la legge! E lo sposo giusto? Non può che guardare negli occhi la persona amata. Il giusto secondo la legge al più può arrivare alla misura estrema prevista dal legislatore: nel caso specifico il ripudio segreto, lasciando mormorare al villaggio che a Maria magari fosse stata fatta violenza da un brigante in campagna… contro la sua volontà…così Giuseppe le avrebbe lasciata intatta la vita, ma oltre questo la legge dell’uomo non poteva andare… Ma la legge di Dio che si chiama Amore senza-se-e-senza-ma, che abbiamo imparato a riconoscere come MISERICORDIA… (con tutti i se e i ma di Dio e non degli uomini!), questa può spingersi davvero oltre…

E Giuseppe e Maria si sentono in quell’oltre, all’interno di quel canto delle profezie, quel canto che ci sta accompagnando nella novena di Natale…dove emerge la promessa che Dio aveva rivolto a Israele, raccontata dal profeta Isaia otto secoli prima (otto secoli, non un giorno! Poveri noi che vogliamo tutto e subito). Ci sono promesse che ci fanno attendere!! E che ci chiedono di non smettere di sperare. Giuseppe, come Israele nel deserto, è “messo alla prova per vedere che cosa ha nel cuore”…se non passi dal deserto la tua felicità è semplice pancia!! Sapete dicono alcuni studiosi che l’uscita dal deserto…. per il popolo di Israele si sarebbe potuta compiere in molto meno tempo rispetto ai 40 anni… eppure è durata 40 anni! Perché?! Perché giravano sempre un po’ su se stessi, confusi… quando i piani non vanno secondo i nostri piani ci capita: quanti pasticci, quanta confusione…. ma anche nello smarrimento arriva il momento della decisione…

E poi come ogni sogno, anche quello di Giuseppe finisce. Giuseppe non resta lì come in un incantesimo, ma si sveglia e si decide… ed ecco che l’uomo giusto deve fare la cosa giusta… “quel sia fatta la tua volontà” non cala dall’alto, non si ferma alla ripetizione di una formula, ma passa attraverso le parole e le azioni di Giuseppe, che decide di credere alla cosa più bella e più alta e più nobile del sogno e non al segno che viene dagli inferi: Maria non l’ha tradito… ma Maria sta custodendo fedelmente il mistero di Dio!!

Se non crediamo alla parte più alta, bella e nobile del sogno, quel sogno che un giorno ci ha messo in cammino, non andiamo avanti nella nostra vita, nelle nostre relazioni, nei nostri matrimoni, nelle nostre vocazioni! Non andiamo avanti se l’ordinario non si apre allo straordinario scardinando e mettendo in crisi i nostri modi di pensare, vedere e sentire…

Giuseppe si fida e fidandosi va oltre la Legge, ecco da chi ha imparato Gesù…

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