RISCHIATUTTO... CON DIO - Immacolata Concezione

Questa festa liturgica nel tempo di Avvento, ci fa prendere un po’ di tempo per pensare a Maria, la donna dell’Attesa, e inizia alla luce di una domanda di Dio: “Adamo dove sei?” - Uomo dove sei? a dirci fin da subito che quello che ha riguardato la donna Maria in maniera singolare e particolare, è qualcosa che è per tutti gli uomini e le donne. Maria è infatti la donna nella piena solidarietà con l’Adamo, quell’Adamo che si è lasciato turbare e poi fregare dal dubbio insinuato dal serpente… E il Signore ci vuole dire che possiamo entrare da forti nel turbamento - la liturgia ci fa dire: “vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento” - Il Signore vuole preservare la nostra vita dal serpente, dalle cose inutili, dai tanti scaricabarile che non ci fanno prendere la nostra responsabilità fino in fondo: “è colpa della donna che mi hai messo accanto” (e chi me l’ha messa accanto?? Tu Dio, quindi…), ed Eva a sua volta: “è colpa del serpente”…È sempre colpa di qualcun’ altro!

“Adamo dove sei?” perché per il mio Regno, perché il mio Regno venga ho bisogno di uomini!

Ma è possibile che Dio non sappia dov’è Adamo?!? Allora in Eden non c’era certo il problema del sovraffollamento?!? Ma per recuperare l’uomo che si smarrisce, c’è bisogno che Dio faccia questa domanda, e che l’uomo elabori la propria risposta: solo da qui si può ripartire, e può cominciare una storia di salvezza…

E allora oggi Maria, ci fa riflettere che anche noi siamo “visitati” da Dio… se è vero che solo Lei è stata scelta per essere la Madre del Signore, è altrettanto vero che tutti siamo stati “scelti” da Dio “prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” (Ef 1,4).

E allora anche io dovrò chiedermi: “Dove sono? Dov’è la mia umanità? Dov’è la mia carità?, dove la mia responsabilità dinanzi alle conseguenze del mio peccato, del mio stile di vita?”…

Adamo risponde “Ho avuto paura e … mi sono nascosto….”

La paura è un’emozione primaria che tutti proviamo nella vita, ma ciò che deve davvero fare paura è quando quest’emozione la vivo come Adamo, nei confronti del Creatore, che semmai è Colui che può e vuole aiutarti e sostenerti in quella paura, perché se è così, vuol dire che ho dato credito al serpente, e mi sono perso la visita dell’angelo del Signore che mi dice proprio tutto il contrario!… In quel caso ti rimetti nelle mani del dio Fobos, appunto il dio della paura che ama farti correre dallo spavento, ma c’è un’altra possibilità: quella di rimettere tutto nelle mani del vero Dio che chiamandoti per nome ti dice: “Non temere”… e non perché adesso risolviamo tutto per bene, con un colpo di spugna, ma perché in quel doverti prendere in mano la vita e sbrigartela, non sei solo! “Rallegrati Maria”, sarà con te lo Spirito Santo, che è capace di condurti oltre te stessa… “Il Signore è con te”… “Anche se dovessi attraversare una valle oscura non temerei” non perché ho già la soluzione in tasca, o perché ho la risposta pronta e facile, ma perché “Tu sei con me” (cfr. Sal 23).

Tante volte la paura ci fa nascondere, ci deresponsabilizza, ci paralizza, ma tante altre volte ci fa mettere nelle mani del dio Fobos e ci fa correre… e facciamo mille cose, mille progetti, mille azioni, ma anche questa è fuga, perché in tutto questo, siamo mossi da chi? Quale dio stiamo servendo?

E Maria nello sconvolgimento che prova - E vorrei vedere: pensate se entrasse in casa vostra un angelo! In più con un progetto particolarissimo!?! - Maria si libera dalla paura proprio quando consegna tutta la vita, tutti i suoi “ma come è possibile?” nelle mani di Dio, e pronuncia il suo "Eccomi"… che diventa il suo ricominciare a prendere fiato da quella notizia che glielo aveva rubato tutto! Riprende fiato dal soffio dello Spirito, quell’eccomi è il respiro che prende per sostenere la nota lunga acuta e grave al tempo stesso, della sua missione. (Possiamo chiedere al coro per certe note, quelle che fanno più paura, è necessario avere il sostegno di un buon respiro… quel sostegno sta nell’"Eccomi", che ti svuota di te ma ti riempie di Lui)

Davanti alle situazioni che ti fanno paura, puoi rispondere fuggendo e nascondendoti come Adamo, o rispondere come Maria "Eccomi"…

Puoi fare come Adamo che cerca come coprirsi, o come Maria che non ha paura di essere scoperta, di mettersi a nudo, di consegnare tutto, anche perché non ha nulla da difendere e proprio per mettere al sicuro la sua vita, rischia tutto con Dio.

E allora come Maria anche tu rallegrati, non perché la vita sia facile, ma perché sei l’amato per sempre! Rallegrati perché anche se la vita è difficile, Dio è per te, Dio è con te. In questo senso Maria è proprio il compimento dell’Avvento, memoria di un Dio che si fa vicino… Sarebbe proprio bello al momento dell’eucaristia accostare all’amen il proprio “Eccomi”, pensando a quello di Maria.


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