LA BENEDIZIONE CHE FA BRILLARE IL VOLTO - S. Maria Madre di Dio

E la Chiesa pone il primo giorno dell’anno sotto il segno della Benedizione. La grande benedizione sacerdotale che lo stesso Signore insegna a Mosè che abbiamo sentito nella prima lettura. E non si tratta semplicemente di un augurio, ma del renderci editti di una realtà: il Signore ci ricorda che siamo dei benedetti; ci ricorda la sua volontà di mantenerci in questa benedizione, che significa essere uomini e donne dal “volto brillante”, dal volto splendente della sua luce, della sua gloria, non perché va sempre tutto bene, ma perché sicuri del suo amore, perché certi della sua misericordia, perché lieti delle sue promesse. Con il Signore il tempo che scorre, può essere qualcosa di diverso dal semplice ticchettio dell’orologio che ci ricorda che ogni attimo che passa siamo un po’ più vecchi: ogni attimo che passa possiamo essere un po’ più “pieni”, un po’ più “benedetti”, un po’ più “splendenti”… così è stato per tutti gli uomini che hanno camminato con Dio, così è stato per Maria che tutte le generazioni chiameranno beata e benedetta.

Il nuovo anno liturgicamente è un invito a lasciare da parte la maledizione e le malelingue, per aprirsi a spargere benedizioni, la Lettera ai Romani, ci dirà: “Benedite e non maledite (12,14). Dite bene nel nome di quel Gesù che porta benedizione e salvezza, nel quale, ci dirà sempre l’apostolo Paolo, “tutte le maledizioni si sono trasformate in benedizioni”. Affidate a lui tutte le situazioni difficili, ambigue, dolorose, confuse, ma anche quelle belle, solari, di gioia, perché Lui le possa conservare tali! Abbiamo bisogno di sentirci immersi in questa benedizione, benedetti da Dio e dai fratelli con tutto quello che siamo. La maledizione, la cattiveria, il pettegolezzo, allontanano, separano, la benedizione avvicina ed infonde speranza e tira fuori da noi e dall’altro il buono, il meglio. Oggi ricorre anche la giornata mondiale dello shalom, della pace, vogliamo davvero mettere questo 2016 sotto il manto della pace, ma la radice della pace sta proprio qui: “Non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma al contrario, rispondete benedicendo” (1 Pt 3,9). Cristiano la tua preghiera per eccellenza è il Padre Nostro: dove tu dichiari di aver capito e di voler vivere questa fratellanza con tutti gli uomini, perché tutti figli dell’unico Padre… e sempre in quella preghiera noi chiediamo nella fede: Signore comportati con noi, come noi ci comportiamo con i nostri fratelli”… Allora semina benedizione e raccoglierai benedizioni, semina perdono e raccoglierai perdono. Il padre Nostro è una bellissima preghiera che ci lega a filo doppio con Dio e i fratelli, i due comandamenti fondamentali dell’amore!

Il Vangelo si apriva dicendoci che “andarono dunque senza indugio… da Maria, Giuseppe e il bambino”… se il tuo cuore ha questo desiderio… vai anche tu senza indugio a quella grotta, ma non fermarti allo sguardo, apriti alla vita in Cristo! Questo è il giorno nel quale provare a fare qualcosa per il fratello che abbiamo maledetto o che ci ha maledetto. Come si fa?!? Maria ha ascoltato e creduto alla Parola”, è stata donna di fede, anche quando non vedeva e capiva chiaramente ed era “stupita”… “HA CREDUTO”, si è “FIDATA”… Proviamo anche noi a giocare la sfida della fede, è l’auguro e la modalità con la quale possiamo aprirci a questo 2016: la dimensione della fede. Quante cose ci lasciamo alle spalle, insensate, ingiuste e dolorose, fatti di guerra, di terrorismo, di crisi economica, valoriale, delle famiglie… tutte cose che vorremmo semplicemente dimenticare…È questo il senso ancora invalso nel giorno di capodanno, di buttare via la roba vecchia; ma non basta un rito scaramantico! Tutto invece vogliamo raccogliere-insieme come ha fatto Maria, che meditava e teneva unite le cose nel suo cuore facendone un altro grembo di speranza e di benedizione… Maria ha saputo incasellare con sapienza ogni istante della sua vita nel quadro che Dio stava componendo attraverso di lei. Ha compiuto il suo cammino di fede e di discepolato (proprio come siamo chiamati a fare anche noi!). Se non si coltiva questa attitudine del cuore, se non si impara a leggere tutto ciò che accade alla luce di Dio, si finisce inevitabilmente per essere turbati dal caos degli eventi e delle circostanze. Ci si abbatte al sopraggiungere delle tribolazioni (Mc 4,17) e si perde la testa nei momenti di successo (Dt 8,14).

Su questa scia anche noi, certo a nostro modo, potremmo generare Dio nelle nostre opere, nelle nostre scelte, potremmo lasciare oltre alla firma nostra quella del volto di Dio che brilla sul nostro… potremmo in tal senso essere grembo fecondo; in un epoca dove sembra che sia un guadagno chiudersi in sé, difendere i propri confini, aprirsi all’infinito di Dio che ti spinge ad aprirti sempre e comunque, a perdonare 70 volte 7, ad amare il nemico… bhè è proprio una gran bella sfida…! Che ci chiede di andare oltre il semplice “occuparci solo di noi stessi”.

Certo sono cose grandi, cose Altre, cose che non fanno audience, che non raccolgono il favore immediato e scontato di tutti… certo sono cose da Dio! Ma oggi ci veniva detto che quel Dio si è fatto vero uomo nato “da donna”… e da allora in poi quelle cose sono diventate per noi… non più inaccessibili, non più impossibili… Se faremo del nostro cuore un grembo dello Spirito santo, vedremo cose ancora più grandi….! Che sia un anno di cose grandi, ancora più grandi di queste, dove anche noi dicendo il nostro sì e imparando l’arte del benedire, ci sentiamo nel SI grande di Dio, benedetti da Lui che è Padre, Figlio e Spirito Santo. E allora non sarà solo un Capodanno da Dio, ma vivremo lunghi giorni pieni in Lui, nei quali come Maria sapremo generare Cristo nelle nostre vite, attraverso le nostre parole, i nostri gesti, le nostre scelte.


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