DIO SCRIVE UNA NUOVA STORIA - V Quaresima (Anno C)

Quando una situazione si protrae da molto tempo, quando le cose si ripetono sempre allo stesso modo, sembra di essere in un tunnel che non vedrà mai la luce, sembra che non ci sia rimedio... pian piano vengono meno le forze per lottare, si asciuga ogni goccia di speranza... e poiché ci si abitua quasi a tutto, ci si arrende un po’... E anche il popolo d’Israele correva il rischio di abituarsi persino alla schiavitù!

Per questo quando il salmo dice: “Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare…” dobbiamo pensare il tempo della Quaresima come il tempo per sognare, non per cadere nella fantasia, ma perché è un tempo per ricominciare... è un tempo di luce.

E questo “ricominciare” diventa “novità”, “nuovo inizio” nella Prima Lettura: “Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche”! Il Dio dell’eterna possibilità sta facendo cose nuove! Ma se nel Vangelo potremmo dire che le cose passate per quella donna adultera sono le cose brutte, il suo peccato, in questa Prima Lettura invece si stanno ricordando cose belle: la liberazione dalla schiavitù.

Stare nella continua narrazione delle cose brutte non ti porta da nessuna parte: alcuni si autoimpongono un carcere per punirsi del male fatto o vissuto, ma questo non serve a nulla (vedi il confessare più volte lo stesso peccato); ma nello stesso tempo neppure stare nella narrazione delle cose belle ti serve a nulla, fosse anche il racconto del passaggio della Pasqua, se non diventa per te pasqua oggi, se quella luce non ti fa diventare luminoso. Smetti di cavillare, ragionare e ragionare... non sei chiamato ad essere un illuminista, ma un illuminato, a diventare meno cervellotico e più luminoso!

Ma per riprendere da dove siamo partiti: quanto è difficile, se in questo momento sei nello sconforto, nella fatica, credere alla novità - qualcuno sa cosa voglio dire?!

Il Signore Dice a te che sei nelle lacrime e nello sconforto "Guarda che c’è ancora una possibilità perché «chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia»". Ci sono lacrime che sono solo sparse e che dicono la disperazione, ci sono lacrime che possono essere come semi... Il popolo d’Israele è invitato ad accorgersi che le lacrime dell’esilio e della schiavitù sono state semi. In fondo in fondo anche se deportati non hanno smesso di credere in Dio, non hanno smesso di sperare, non hanno smesso di lavorare, non hanno smesso di pregare,

Nella Seconda Lettura Paolo ci ha detto che “in tutte le cose voglio essere trovato in Cristo”. Le mie lacrime voglio piantarle in Cristo! Così si realizzerà la parola della Bibbia, che dice che “ogni lacrima è raccolta negli otri del Signore ed è scritta nel suo libro” ( Sal 55:9).

E così più ti viene voglia di piangere, più avrai semi e possibilità di più frutti... È strano eh? La Bibbia è strana! Supera ogni Legge, anche la Legge che scribi e Farisei pensavano essere l’unica Vera Legge. Quella stessa Legge che avrebbe acconsentito che quella donna adultera morisse lapidata. Ma anche davanti a quella donna si dischiude un domani diverso... Ormai il suo destino era scritto, il suo tempo era concluso. Ma in Gesù si apre un “d’ora in poi”... A dirci che qualunque cosa ti stia alle spalle, in Cristo e per Cristo possiamo guardare con fiducia al domani...

E quella donna viene messa nel mezzo, nel mezzo dell’imbarazzo, nel mezzo del giudizio, nel mezzo dello scandalo, nel mezzo dell’errore, nel mezzo della morte... ma nel momento in cui Gesù prende la parola e mette quella donna “nel mezzo” della volontà di Dio, c’è uno spazio di perdono, di misericordia e di novità.

Gesù scrive per terra e, poiché sa di che polvere siamo fatti, il Dito di Dio non si alza per condannare, ma si abbassa per scrivere una nuova storia... non segna il male, ma sottolinea la possibilità del bene... non semplicisticamente, perché dice anche quel “non peccare più”, ma dopodiché basta, si va avanti (!)

E Gesù smaschera anche tutti gli altri che stanno a guardare e lo fa chiedendo solo che chi si erge come difensore della Legge per condannare gli altri, sia il primo a praticarla; “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”...E se ne andarono tutti, cominciando dai più vecchi. Gesù vuole che scompaiano gli accusatori (anche dalle navate delle chiese!). Quelle persone che come secondo lavoro - forse il primo - tirano pietre a destra e a sinistra, vedono tutto nero in chiesa, in famiglia, al lavoro, e tutto fa schifo...

Bene: se quando parli e giudichi, non porti anche il tuo contributo positivo, non decidi di impegnarti in prima linea, di dedicare tempo e forza per cambiare quella situazione... meglio che stai zitto, perché aggiungi ad un problema solo un altro problema.

Chiediamo al Signore il coraggio di lasciare cadere di mano tutte le pietre che avevamo preparato, per metterci noi “nel mezzo”, al centro della sua volontà che rigenera la nostra dignità e autostima e indica la strada per uscire dalla terra di schiavitù.

E ora tutti insieme vi chiedo di pregare ancora una volta per questi cresimandi che nella Pasqua ormai vicina rinnoveranno la loro vita alla luce dello Spirito Santo.


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