MARIA DÀ ALLA LUCE GESÙ, CHE DÀ LUCE ALLA SUA VITA! - Assunzione di Maria

La solennità di oggi è definita nel mondo bizantino «Pasqua dell’estate», perché ciò che celebriamo oggi è la piena partecipazione di Maria al mistero pasquale di suo figlio. E così ci viene anticipato anche il nostro destino alla luce della Pasqua di quel Cristo che ha messo sotto i suoi piedi la morte: tutto di noi (spirito e corpo) nel tutto di Lui! Questa piena partecipazione Maria non ce l’ha in virtù dell’essere stata prescelta come Madre… quella è una decisione che la precede… l’ottiene quando prima ancora di partorire Gesù, partorisce la beatitudine della fede che le viene riconosciuta in quell’incontro di pance in festa, da Elisabetta: «Beata, perché hai creduto nell’adempimento di ciò che il Signore ti ha detto». Questo fa la differenza. E’ vero è prodigioso l’annuncio di quell’angelo e miracoloso il concepimento di una Vergine… ma in altri passi del Vangelo a chi ha compiuto miracoli e opere prodigiose nel nome del Padre, Gesù stesso dirà “io non vi conosco!”… perché forse avevano creduto più nel miracolo che in Dio, più in quello che Dio può fare che in Chi Dio è! Nella vita avevano fatto tutto giusto ma nel modo sbagliato!!

E’ noi stiamo cercando Dio per quello che può fare o per quello che Lui è?! La cartina di tornasole l’abbiamo se quando abbiamo chiesto qualcosa Signore e non l’abbiamo ottenuto siamo tornati umilmente attorno al suo altare e ai piedi della sua croce e abbiamo detto: “Signore tu sai quanto bisogno ho del tuo miracolo, e io continuo a chiedertelo e a lodarti e benedirti perché so che sono nelle tue mani e questo mi basta, non voglio sapere di più!! Facciamo così oppure abbiamo sbattuto la porta della chiesa dietro le spalle e abbiamo chiuso con Lui, sicuri e convinti di aver capito tutto di Lui e del suo Silenzio?! Tanti fanno così….

Maria è beata perché anche nello smarrimento ha serbato nel cuore quelle parole dell’angelo, ha creduto… beata perché ha accettato nello stesso tempo di diventare madre, come dirà Dante, diventare Figlia di suo Figlio.

Maria, è vero, ha ha dato alla luce Gesù, ma è la parola di Gesù che le ha dato luce per tutta la sua vita, anche quando una spada ha trafitto il suo cuore, secondo quanto le aveva detto il profeta Simeone.

E nella fede di Maria si ricapitola il mistero della donna dell’Apocalisse, figura di una umanità che lotta contro il male per la vita, di una chiesa che è chiamata a dare alla luce il Cristo nonostante Il drago con «la sua coda trascini un terzo delle stelle del cielo e le precipiti sulla terra» (Ap 12,4). Il suo tentativo è di eliminare le stelle. Ma ascoltate che meraviglia, “sentire la mancanza di stelle” è l’etimologia del verbo DESIDERARE (de-sidus - stella).

Se a volte nel nostro cielo mancano le stelle e ci sono solo nubi, se stiamo attraversando il buio della prova, è forse perché dobbiamo ricordarci del Signore e desiderare il suo cielo, quello che per prime profetizzano due madri: Maria ed Elisabetta, il desiderio di cielo dentro di noi, che ti spinge a cantare. Maria non va da Elisabetta semplicemente per carineria e in soccorso della cugina Elisabetta più anziana, anche perché statisticamente ci viene detto che ha più bisogno ed è in tilt una donna nei primi mesi di gravdanza che non alla fine, o che avrebbe bisogno nei primi mesi dopo il parto, periodo in cui invece Maria la lascia… La loro era una condivisione di canto, una condivisione della fede e Maria desiderava fare grande il Signore: l’anima mia magnifica - appunto fa grande - il Signore… perché guarda ai piccoli, all’umiltà dei suoi servi, alla loro fragilità, noi tante e tante volte anziché fare grande il Signore, lo facciamo tascabile, piccolo piccolo. Ed è vero, come ci ricordava la seconda lettura, siamo fragili, un soffio, e poi moriamo… ma il libro della Genesi ci ricorda anche che siamo soffio dalla bocca stessa di Dio, e per trattenere quel soffio vitale, occorre stare come Maria bocca a bocca con il Signore, pendere dalle sue labbra… Maria è la donna del continuo ascolto… ripiena del suo Spirito… E questo la rende beata e santa come l’arca dell’alleanza che camminava in mezzo al popolo ripiena della tavole della Legge, la Parola di Dio, così Maria diventa la porta del cielo perché il cielo è entrato in Lei.

E il contesto in cui il re Davide accoglie quell’arca è proprio il canto, la lode, l’esultanza, la festa… ora non voglio dire che dobbiamo danzare e cantare, ma in un certo qual modo a contatto con il mistero di Dio, con la sua Parola, il nostro cuore dovrebbe essere in festa e fare le capriole, a contatto con Gesù che si dona tutto a noi nel pane eucaristico, il nostro cuore si dovrebbe commuovere ed esultare….

Maria è tutto questo, è canto, danza, preghiera, fede, ma anche capacità di ascolto e di silenzio… e ora... In un momento di silenzio vogliamo raccogliere e portare all’altare del Signore per intercessione di Maria tutte quelle situazioni che ci sembrano impossibili, che sono difficili, che sono pesanti, di sofferenza, confusione, solitudine, divisione, malattia…

Santa Maria Assunta in cielo - prega per noi!


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