DIVISI PER FAR ORDINE - XX Tempo Ordinario (Anno C)

Nella Scrittura spesso incontriamo dei versetti di non facile ed immediata comprensione, dei versetti che alcuni commentatori chiamano “pericolosi”, per quanto risultano talvolta scandalosi e ambigui.

Il Vangelo di oggi ne è un esempio nel passaggio: “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra?” - E la nostra risposta sarebbe: “SI’ CERTO CHE SI’. Signore noi abbiamo bisogno di pace, pace dentro noi e attorno a noi, nella nostra terra, nelle nostre case - Ma il versetto continuava: “No, io vi dico, ma divisione”… E dinanzi a questa affermazione la nostra confusione aumenta… - Non sono forse gli angeli di Dio ad averci insegnato il gloria: “gloria a Dio nell’alto dei cieli e PACE in terra agli uomini di buona volontà” - Non è forse lo stesso Gesù che in nome della pace ha persino chiesto di amare i nemici? Non è Lui che ha chiamato il peggior nemico dell’uomo “diaballon” - “divisore, cioè diavolo, non né forse lui che ha pregato fino alla fine per l'unità “ti prego Padre affinché siano una cosa sola”… Ed è sempre Lui che da risorto ha detto “Pace a Voi! vi do la pace, la mia pace”… ma allora qui proprio si contraddice!! Persino si presenta come un rovina-famiglie! Che separa…

E allora cosa ci vuole dire?

La divisione a cui fa riferimento Gesù, non è quella separazione distruttiva fine a se stessa, frutto del conflitto, della guerra, della violenza, ma Gesù fa riferimento alla forza che porta in sé la verità: non ci può essere verità senza distinzione e separazione - non si può tenere il piede in due scarpe! Non c’è verità senza quella divisione bene/male che è un mettere ordine. Quando facciamo pulizia in una camera confusa, quando facciamo ordine in un ufficio… è necessario decidere cosa tenere e cosa no, dividere per categorie e settori le cose che incontriamo…

C’è un programma in Tv “sepolti in casa”, di gente che a forza di accumulare non riesce più ad avere spazio e si trova sommersa dai propri rifiuti… Il salmista ci faceva pregare: "Signore salvaci dal fango della palude!". La nostra cultura è predisposta alla tentazione dell’accumulo e del sincretismo: va bene tutto e un po’ di tutto… ma certe cose non ti servono a nulla e sono solo una perita di tempo e di spazio!! Non trovarti sepolto-vivo in casa o peggio nella coscienza!!

… Simeone aveva detto chiaramente a Maria che suo Figlio sarebbe stato “segno di contraddizione” e che anche a lei stessa una spada (che taglia, che divide) avrebbe attraversato il cuore! E quel figlio nel Vangelo si presenterà come “la verità”, e dinanzi alla verità… occorre prendere posizione: (nel Vg di Luca (11,23) e Matteo (12,30) - noi troviamo) “Chi non è con me è contro di me”!! - … In questo senso la sua persona è come una spada che però non ti mette a morte, ma che anche se ti ferisce nelle tue posizioni di comodo, ma è per dividere bene dal male, è una spada che non mette a morte, ma che diventa occasione di ordine, di pulizia, di discernimento.

Allora comprendiamo bene come la predicazione di Gesù non è per mettere in pace la coscienza, ma per risvegliarla, interpellarla! In questo senso Gesù ci parla di un fuoco che è venuto a portare, un fuoco che però non ti ustiona, e non ti consuma, proprio come per Mosè nel roveto ardente…. Ma in grado di far luce e di purificare…

E’ un errore pensare che tutto ciò che desidero vada sempre a braccetto con la verità, la gioia a buon mercato e soprattutto con la facilità…. proprio come per l’atleta a cui faceva riferimento la seconda lettura… un corridore non vede subito la meta, ma gli costa fatica: è sottoposto ad impegno, costanza, allenamento, sacrificio… Chiedetelo agli atleti delle olimpiadi!!. Per portare a casa una medaglia serve tutto questo. E per poter portare a casa il cambiamento, che porta la pace vera, serve un allenamento e un ordine interiore che è quello più difficile! Servono la conversione, il battesimo di fuoco: in quello Spirito santo che vuole e può fare nuove tutte le cose! Il corridore della lettera di Paolo riassumeva tutte queste cose nel “tenere fisso lo sguardo su Gesù”. Non tanto nell’onore e nella gloria…

Nelle mie corse quotidiane che sguardo ho? Fisso su Gesù o su quelle cose che l’importante è che mi facciano stare un po’ bene…

Molti sembrano cercare nella fede e nelle pratiche spirituali risorse per sentirsi meglio - ecco - il senso non è sentirsi meglio, ma diventare migliore, rallegrarsi perché si diventa più umani, più buoni, più liberi, più veri, più attenti agli altri e alla casa comune…

Il Signore ci conceda di correre questa corsa della vita deponendo oggi su questo altare tutto ciò che è di peso e il peccato che ci abita, allora avremo già vinto una medaglia, quella della gara con noi stessi, e la torcia con il fuoco del battesimo nella verità e nell’amore, continuerà a correre per i cinque continenti, la dove c’è l’uomo che prova a correre con Dio.


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