NEL MONDO C'È TANTO GRANO BUONO - XIV Tempo Ordinario (Anno C)

In questa domenica il Signore ci nutre con parole di esultanza: rallegratevi, sfavillate di gioia… esultate… ma quanto è difficile rallegrarci sempre quando attorno a noi il mondo sembra impazzire: ennesime vittime nel Mediterraneo, l’attentato in Bangladesh…

Eppure per il Signore il mondo non è tutto cattivo, non è tutto un disastro, ma la messe è molta! Il buon grano è tanto… e la sua promessa è quella di essere abbeverati da un fiume abbondante di pace: anche se magari non vedrai mai il miracolo che stai chiedendo, la pace di Cristo ti invaderà e darà la forza… e voi - diceva la Scrittura - sarete consolati, come una madre consola il figlio. La mano del signore si farà conoscere e sentire!

E allora avremo il coraggio di deporre biascia, tunica, sandali, tutto il resto, perché saremo una nuova creatura. Capaci di fare nostri i tre nuclei della missione: seminare pace, prendersi cura, confermare che Dio è vicino.

Gesù manda discepoli, ma non a intonare lamenti sopra un mondo distratto e lontano, bensì ad annunciare un capovolgimento: Voi vi siete allontanati, no problem, lui si è fatto vicino… Guardati attorno, il mondo che a noi sembra avvitato in una crisi senza uscita, è anche bontà e grazia…

In questa missione Gesù manda i discepoli a due a due: non siamo mai slegati dal mondo e le mie scelte di bene o di male coinvolgono sempre un altro.

E ancora “curate!” … esistono malattie inguaribili, ma nessuna incurabile.

E ci sono delle persone che sono delle bestie… dei lupi rapaci… il Signore da queste ci manda perché il lupo che è in loro non vincerà se qualcuno li addomesticherà, con la cura, la prossimità, il perdono, la gentilezza, il porgere l’altra guancia, l’amore verso i nemici...

Se sei di Cristo non puoi mai diventare lupo...! Vi mando come presenza disarmata, a combattere la violenza, ad opporvi al male, non attraverso un "di più" di forza, ma con un "di più" di bontà.

E in questo andare a due a due, se vuoi portare a termine il viaggio non puoi fermarti in ogni porto. È necessaria una libertà dai legami. Occorre imparare a congedarsi, ma anche a sapersi fermare: restate in quella casa... e andate via scuotendo la polvere dai sandali... C’è un tempo per restare un tempo e un tempo per andare... il mantice soffia con forza, ma il piombo resta intatto nel fuoco, invano si vuole raffinarlo ad ogni costo, le scorie non si separano (cfr. Ger 7,29).

Nel viaggio della vita attraverseremo tanti luoghi, probabilmente saremo chiamati ad attraversare anche Sodoma, il luogo della perversione e dell’ambiguità, o forse anche Tiro e Sidone, i luoghi degli affari, dove le relazioni diventano un’occasione per sistemare i propri conti con la vita, dove ci sentiremo sfruttati e defraudati. Comunque sia andata, i discepoli tornarono da Gesù pieni di gioia.

L'apostolo appare agli occhi del mondo come un sovversivo per il fatto che riprende la condizione umana alla radice: quella radice che è prima del pane, del denaro, della tunica, quella radice che è l'immagine di Dio… e che ha il coraggio di chiederti di eleggere una priorità nel tuo cuore: cercate prima di tutto il regno di Dio e il resto vi verrà dato in aggiunta…. e il resto arriverà!

E insieme a tutto il resto arriverà la persecuzione, e sapete perchè? Perché discepoli così fanno crollare tutto un sistema di valori stabilito sul superfluo, sull'apparire, sulla competizione, sul denaro, sul vestito. Perché un uomo non vale per la quantità delle cose che possiede, e la sua intelligenza, ma per quanto vale il suo cuore.

… E chi sono quei pochi operai? I preti, frati e suore? Noi abbiamo sempre interpretato questo brano come penuria di vocazioni sacerdotali o religiose. Ma Gesù intona la sua lode per l'umanità: il mondo è buono. C'è tanto bene sulla terra, tanto buon grano. Manca però qualcosa, manca chi lavori al buono di oggi. Mancano operai del bello, mietitori del buono, contadini che sappiano far crescere i germogli di un mondo più giusto, di una mentalità più positiva, più umana. E per questo Vi mando disarmati. Decisivi non sono i mezzi, decisive non sono le cose. Solo se l'annunciatore sarà infinitamente piccolo, l'annuncio sarà infinitamente grande (G. Vannucci). Quella missione è di Dio!!

Come non ha nulla da dimostrare una donna incinta: ha un bambino in sé ed è evidente a tutti che vive due vite, che porta una vita nuova. Così accade per il credente: egli vive due vite, nella sua porta la vita di Dio.

E allora i lupi saranno guariti da questo annuncio: il Signore è arrivato nella tua vita! Il tuo cuore può, vuole, deve, cambiare… non ti voglio solo sano ma santo, non solo sanato ma salvato, non solo in salute, ma in fede…

Con la mia vita, morte e risurrezione, non ti propongo la semplice eliminazione del problema, ma il di più che viene da Dio! Il cuore nuovo, il diventare persone nuove. Guarire per poi morire e poi per il nulla, ma a che ci serve??…


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