IL PASTORE CHE SI FA AGNELLO - IV Pasqua (Anno C)

E in questa IV domenica del tempo Pasquale, la Liturgia ci ha presentato il Buon Pastore, un pastore ben più grande di tutti gli altri pastori, anche di quelli che hanno abitato la storia della salvezza... più di Abele, Abramo, Giacobbe, Mosè, Davide... appunto tutti pastori.

Abbiamo un pastore che non ci parlerà dell’uso della verga e del bastone per disciplinare le sue pecore, ma che diventerà il bel pastore, perché capace di donare non solo pascoli verdeggianti, ma vita eterna… e lo farà donando la sua stessa vita... E un pastore così, le pecore lo riconoscono!

E mentre preparavo questa omelia, mi chiedevo: ma le pecore capiscono le parole del pastore? Comprendono razionalmente la lingua del pastore? Perché se papa Francesco ci ha ricordato che il pastore ha l’odore delle sue pecore, forse è meno probabile che le pecore abbiano la lingua del pastore, perché parlano un’altra lingua,no?… Eppure proprio come un bambino appena nato, che non capisce le parole del papà e della mamma, ma ne riconosce la voce, e questo gli basta per sentirsi al sicuro e fidarsi, così è per le pecore e così è per noi che forse non comprendiamo mai fino in fondo la grandezza, l’ampiezza, la profondità e l’eccedenza del mistero di Dio, non capiamo sempre il messaggio profondo delle scritture, ma ormai ne riconosciamo la voce... cosicché quando senti parlare del buon pastore, prima delle parole e del contenuto teologico, ti raggiunge una voce, che arriva dritta al cuore; perché il pastore si fa così intimo alle sue pecore, così prossimo, così vicino da diventare agnello, l’agnello immolato che porta su di sé i peccati del mondo?

Allora Signore donaci sempre la tua voce, per orientarci in questa vita! Perché - come dice il salmo - “Se tu non mi parli io sono come chi scende nella fossa”; perché - come dice il Deuteronomio “Non di solo pane vive l’uomo… ma di ogni parola he esce dalla bocca di Dio”... Se non giunge quella voce che si fa parola, che si fa carne, non giunge la vita! Rimani in vita ma non nella Vita Eterna. La vita eterna è solo una. La vita eterna: quella di Dio, nel figlio Gesù…

Si dice che le pecore non vedano molto bene, e per questo viaggino in branco; da dopo Pasqua la liturgia ci ha ripetuto di esempi di occhi che non riescono a vedere… occhi magari sanissimi e che passano l’esame dall’oculista con 10/10 ma che non sanno riconoscere, che non sanno andare oltre l’apparenza, i discepoli di Emmaus, le donne al sepolcro, i discepoli durante la pesca infruttuosa… capita! la vita è difficile e spesso ci piega, ci prostra, ci rende ciechi, MA… immaginiamo di essere bendati e circondati da un gruppo di persone sconosciute che gridano il nostro nome, tante voci, e tra queste quella di una persona che conosciamo bene, che ci sta accanto da anni, che ci ama… riusciremmo a riconoscerla fra mille e questa voce ci orienterebbe anche nella nebbia fitta o tempesta di sabbia… Così è la voce del nostro buon pastore…

Allora diventa una priorità prendere tempo per stare lì dove la voce del Signore si fa udire forte, in quel luogo privilegiato che si chiama preghiera lì dove la parola ci ferisce e ci cura, ci sconvolge e ci consola, ci fa cambiare direzione e ci orienta…

E il Signore ci lasciava oggi con una parola di tenerezza che vale tanto quanto l’immagine dell’essere trasportati sulle spalle del pastore: “il nostro destino è nelle mani di Dio e nessuno ci strapperà via!!” neppure la morte - anche in quel momento per Gesù, ritorna l’immagine di queste mani - “Padre nelle tue mani, (quelle stesse mani che mi hanno fatto e plasmato), rimetto il mio spirito / è la mia vita”, Non una mano morta (come quella che tante volte ci scambiamo noi al segno di pace,) ma una mano viva, forte e delicata al tempo stesso, mano di padre e di madre, mano di figlio e di fratello che ha ancora i segni della sua passione d’amore per l’uomo… Ecco in questa giornata in cui si prega in modo particolare per le vocazioni, che il Signore continui a far sentire la sua voce e a stendere la sua mano, doni vocazioni ed identità belle che desiderino lasciarsi condurre da questo Pastore!


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