CAMBIARE IL PUNTO DI VISTA, PER UN PUNTO DI VISTA! - Pasqua (Anno C)

Giorno di salvezza, giorno di grazia, giorno di benedizione, giorno dei giorni, che un’altro più bello e più importante non ce n’è!

Ma i nostri giorni sembrano contestare la vittoria di Pasqua: Il Signore ha vinto la morte, ma i suoi figli continuano a morire, talvolta vittime di violenze gratuite, ideologie malsane, cattiveria, disperazione…

Ma anche e soprattutto in questi momenti noi vogliamo dire nella fede: “Io credo nella Tua Pasqua Signore”. La complessità della vita ha bisogno di una speranza che l’autorizzi… Ecco perché abbiamo bisogno di una “speranza certa”, come l’amava chiamare s. Francesco d’Assisi. E questa speranza certa è quella speranza e fede di cui ha vissuto lo stesso Cristo, una speranza che viene dal Padre… E la scommessa della nostra fede si gioca a Pasqua! Per questo in un passo l’apostolo Paolo dirà che “se non crediamo alla risurrezione dai morti, la nostra fede è vana!”. Allora “non cerchiamo tra i morti colui che è vivo!”. Sia che cerchiamo un parente, un amico caro che ci ha lasciati, sia che cerchiamo il Signore, non limitiamoci a cercarlo tra i ricordi, tra le cose che ci ha lasciato... Il Signore è Signore dei Vivi! Gesù non è solo un ricordo rimasto, ma una persona viva, e in Lui sono vivi i nostri cari, in Lui è eternamente viva la nostra vita!

“Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, […] non quelle della terra”. L’apostolo Paolo ci invita a guardare secondo il punto di vista di Dio.,, che significa saper andare oltre. Pasqua - pesahc - significa “passaggio”... Non fermarsi a guardare a terra come quelle donne al sepolcro, che si fermano a guardare le lacrime, il sangue, il dolore, le pietre squarciate... L’ invito è ad alzare il capo e a cambiare il punto di vista! Perché ci sono punti prospettici ingannevoli [.come in neuroscienze]!

Quello che abbiamo visto accadere a Gesù in questo triduo santo dal punto di vista semplicemente terreno è un ingiustizia, dal punto di vista biologico è una morte-fine-di-tutto, dal punto di vista razionale si tratta di una fregatura, un ricordarci che semplicemente tutto termina, e anche l’eletto di Dio muore...E quindi?

E quindi se le cose stanno così, verrebbe da dire “mettiamoci una pietra sopra!”. Quando vogliamo far morire un episodio, un fatto che magari ci ha ferito o un errore grande subìto o commesso diciamo "mettiamoci una pietra sopra"... Anche sulla morte di Gesù è stata messa una pietra, ma quella pietra in un mattino come questo di tanti anni fa, è rotolata via... per scoperchiare ogni tomba, ogni morte! Il Signore, solo due settimane prima aveva preannunciato che le pietre avrebbero cominciato a gridare e parlare, e al mattino di Pasqua chiede di fermare i ragionamenti cervellotici infruttuosi ed inutili, per dar voce ad una tomba vuota, che vuole urlare che c’è un fuori-proramma, che c’è un imprevedibile, un colpo di scena, un oltre, c’è una novità, c’è una stranezza...

Il cristianesimo è spazio a tutto questo... ad una vita che scappa fuori dal sepolcro, ad una Buona Notizia che scappa fuori dal semplice ragionamento... Perché non si può azzittire l’amore, non si può chiudere l’amore, non si può fermare l’amore...

Allora la Pasqua è l’invito a non rimanere rassegnati in una unica lettura delle cose, che solitamente è quella convenzionale, scontata, naturale, la più facile... Pasqua è lo strabiliante messaggio di una tomba vuota, che non può non farci venire i brividi, che non può non condizionare positivamente i nostri pensieri su vita e morte. Da quel mattino nella storia umana manca un corpo al bilancio della violenza e alla contabilità della morte: i conti non tornano! E spesso quando i conti non tornano, la storia deve cambiare, e qui la storia è cambiata: è stato proclamato che il violento non avrà in eterno ragione della sua vittima, e che la morte non avrà l’ultima parola. Ma ora a cambiare deve essere la tua storia come quella dei suoi discepoli e testimoni.

Cosa vedono quei primi testimoni corsi al sepolcro? Una tomba vuota! Non vedono niente, se non delle bende piegate, simbolo di morte: un nulla dal punto di vista della constatazione visiva, ma qualcosa di molto importante dal punto di vista della intuizione del cuore, che . se collegate con le Parole e la Vita di Gesù - diventano un punto di Vita! Allora ci viene ricordato che la speranza certa, la via che ci fa uscire dal nostro dolore, dalle nostre tombe, è Cristo e la sua Parola. E noi cosa abbiamo visto? Magari nella nostra vita ne abbiamo viste di tutti i colori, bene oggi la Pasqua ci invita a ripartire proprio da lì, dalle bende, dalla tomba, dalla morte. Nella grande veglia di questa notte abbiamo pregato un versetto di Isaia che vi lascio a conclusione e come augurio e che ci dice che magari la soluzione è sotto i nostri occhi, ma dobbiamo cambiare il punto di vista! (Is la 55,8-9): “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie […] Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri”. In Cristo non esiste più la parola fine, non esiste più la morte... e se ci pensate bene, se - come ci fa dire il credo - Gesù è persino andato agli inferi, anche gli inferi non esistono più perché dove passa Lui fiorisce la vita!


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