IL NOSTRO DIO È UN INCORREGGIBILE OTTIMISTA! - I Domenica di Avvento (Anno C)

Il salmo 24 ci ha fatto pregare che “Il Signore si confida con chi lo teme”… Mi piace leggere in questa chiave questo tempo forte dell’Avvento, non solo come tempo di lieta e impaziente attesa, ma come tempo di confidenza e intimità con il nostro Dio. “Il Signore si confida con chi lo teme”, e lo fa rivelandoci le sue vie, ricordandoci la sua presenza e il suo passaggio “dalle orme invisibili ma dai segni percepibili”. È tempo nel quale siamo chiamati ad alzare il capo, a non lasciarci schiacciare dai tristi eventi, alzare il capo, alzare gli occhi al cielo in cerca del Signore che per primo si piega su noi, si china sulla terra… e in questo intreccio di sguardi cielo-terra può ripartire la vita: “Realizzerò le promesse di bene!”, “Realizzerò!”, “Realizzerò!”… E questa realizzazione consiste nel donarci un “germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia”. L’immagine del Germoglio in inverno è davvero un segno di speranza, una Promessa che nonostante il gelo, il freddo, il periodo di pausa della natura, tutto ripartirà, c’è un dopo, c’è un oltre, c’è vita che germoglia, fiorisce e porta frutto.

Dio che trova questo mondo così lontano da Lui, non “gira i tacchi”, ma anzi decide di farsi ancora più vicino: “Oh grandezza di un Dio capovolto!”… E non ha trovato mezzo più efficace per far sentire la sua vicinanza se non quella di diventare uomo Egli stesso, questa è sovrabbondanza dell’amore…. che non si arrende, non si ferma nella sua ansia di amare!

Il Signore nostro Dio è un incorreggibile ottimista!

E se lo è Lui che conosce tutti i nostri peccatacci… perché noi ci facciamo rubare la speranza?

È vero, nella storia c’è sempre di mezzo tanto male, è la zona d’ombra della vita… È vero fratelli, siamo nel travaglio dei cuori!! La fede vive un periodo che potremmo definire all’“acqua di rose”; le famiglie si disgregano, c’è la paura del terrorismo, che diventa diffidenza e paura del vicino di casa…. ma il Vangelo non si lascia soffocare e perdere la forza che ha in sé e ci sprona a non appesantire i cuori…

“State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita”… Le ubriachezze con le quali cerchiamo, tentiamo di anestetizzare le delusioni e i fallimenti!… Queste evasioni però, in realtà, ci dice il Vangelo, non sono che“lacci” nei quali inciampiamo e finiamo per cadere…

La Chiesa ci ricorda che questo è il tempo delle promesse di bene. Promesse che chiedono di essere raccolte e attuate. Allora basta ai nostri ripiegamenti, basta alle ginocchia infiacchite e al capo basso. È il momento della spina dorsale della fede… Non siamo bambocci in attesa della fine… le immagini dure e spaventose che ci vengono riportate dal Vangelo non sono per dirci come sarà la fine del mondo, (così come d’altro canto le pagine della Genesi non sono la descrizione scientifica di come è iniziato l’universo), ma immagini per dirci che quello che sta vivendo il mondo è un vero e proprio travaglio, ci sono doglie come di partoriente, ma per una nascita alle porte!! E c’è sempre una novità e una grazia in tutto quello che viene. Siamo uomini in attesa non della fine, ma di un nuovo inizio, che ci fa alzare il capo…

È il tempo in cui innalzare il grido contro chi urla che non ne vale la pena tanto non cambierà mai nulla, perché dalla radice secca di Israele nascerà un germoglio! Nello sfacelo di Gerusalemme, non è vero che non rimarrà pietra su pietra, ma ci sarà una ricostruzione… L’Avvento serve ogni anno per ricordarci che non c’è condizione di schiavitù e di devastazione da cui il Signore non ci possa liberare!

Vi ricordate che cosa ha fatto Noè subito dopo il diluvio universale? Ha piantato una barbatella… una pianta di vite, non di insalata brevemente fruibile, ma di una coltura che richiede il tempo e la cura… per sottolineare la fiducia nel Signore! Allora anziché ripetere come un mantra negativo: quando Signore? Quando? Quando verrà il tuo Regno? Occupa il tuo tempo a moltiplicare l’amore…! S. Paolo ci diceva: “Sovrabbondate nell’amore reciproco”. Ti sembra di essere nella distruzione e nel diluvio della tua vita? Moltiplica l’amore e sovrabbonda in esso!

Ti preghiamo Signore perché questo nuovo cammino di Avvento ci aiuti a coltivare attraverso la preghiera, il dono della sovrabbondanza e della perseveranza. Perché forti di Te, possiamo invocare con il cuore: Vieni ancora Signore Gesù!

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». (Lc 21,25-28.34-36)
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